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mercoledì 22 luglio 2026

ODISSEA



titolo originale: THE ODYSSEY (USA, 2026)
regia: CHRISTOPHER NOLAN
sceneggiatura: CHRISTOPHER NOLAN
cast: MATT DAMON, ANNE HATHAWAY, TOM HOLLAND, ZENDAYA, ROBERT PATTINSON, LUPITA NYONG'O, BILL IRWIN, CHARLIZE THERON, BENNY SAFDIE, SAMANTHA MORTON, MIA GOTH, ELLIOT PAGE
durata: 172 minuti
giudizio: 




Ulisse, re di Itaca e reduce dalla guerra di Troia, intraprende un lungo viaggio in mare per tornare in patria, in mezzo a mille difficoltà. Nonostante i venti sempre contrari (per volere degli Dei), riuscirà a finalmente a raggiungere Itaca e ricongiungersi con la moglie Penelope e il figlio Telemaco...



Chi segue questo blog sa bene che non sono mai stato nè un fan sfegatato nè un detrattore di Christopher Nolan. Ho sempre cercato di giudicare ogni suo film per quello che è, senza farmi trascinare dall'entusiasmo o dalle critiche virulente che accompagnano ogni sua uscita, soprattutto sui social. Del resto stiamo parlando di uno dei pochissimi registi contemporanei capaci di trasformare ogni suo lavoro in un evento (l'unico altro, forse, è Tarantino) e soprattutto capaci portare la gente al cinema solo con il suo nome. E Dio solo sa quanto il cinema oggi abbia bisogno di autori così.

Non tacciatemi quindi di lesa maestà se mi permetto di dire che questa Odissea non mi ha convinto fino in fondo, pur riconoscendo a Nolan tutta la sua abilità nel mettere in scena un impianto altamente spettacolare, al quale però manca un qualcosa per farmelo piacere del tutto... nella fattispecie quella che per me è la cosa più importante in un film, vale a dire l'emozione, l'empatia. Odissea è un kolossal ambizioso, imponente, che forse solo Nolan poteva realizzare al giorno d'oggi senza il rischio di scadere nel ridicolo. E' un grande film, che però non emoziona mai. Nolan ricade nel suo vecchio vizio, che speravo avesse superato con lo splendido Oppenheimer: quello di girare con stile e tecnica sopraffini, ma con pochissimo cuore. 

Naturalmente, sarebbe profondamente ingiusto se mi fermassi solo a questa considerazione. Perchè Odissea è un film che merita a prescindere di essere visto, soprattutto al cinema. Girato in IMAX su pellicola 70mm, in barba ai costi (altissimi: 250 milioni di budget), Odissea è un'opera che pretende la visione sul grande schermo, diretta da un regista che crede ancora fermamente nel valore della sala cinematografica: ogni scena, ogni fotogramma ha infatti una forza tale da ricordarci perchè non dobbiamo MAI smettere di alzarci dal divano, comprare un biglietto e sederci al buio insieme ad altre persone. Per questo trovo abbastanza sterili molte delle polemiche nate attorno al film. Nolan non ha mai avuto l'intenzione di realizzare una trasposizione filologica del poema di Omero. Ha preso uno dei miti fondativi della nostra cultura e lo ha reinterpretato secondo la propria sensibilità. Si può discutere del risultato, non certo del diritto di farlo...

Il problema semmai è un altro. Perchè il viaggio di Ulisse raccontato da Nolan è straordinario da vedere ma non altrettanto da vivere. Matt Damon offre una prova solida, misurata, lontana dall'eroe invincibile di certa tradizione cinematografica. Il suo è un Ulisse stanco, segnato dal tempo, ostinato, profondamente umano. Eppure, nonostante l'interpretazione convincente, faccio fatica ad entrare davvero in sintonia con lui, e non per la recitazione: è Nolan che continua a privilegiare il meccanismo rispetto alle emozioni, ed è una caratteristica (per me un difetto) che accompagna gran parte della sua filmografia.

In Nolan, infatti, troppo spesso i personaggi sono pedine al servizio dell'intreccio. Funzionano perfettamente all'interno di una costruzione narrativa e complessa, ma raramente sembrano vivere al di fuori di essa. E così anche la nostalgia di Ulisse, il desiderio di tornare a Itaca, la paura di aver perso tutto quello che aveva lasciato, finiscono per rimanere quasi sempre in secondo piano rispetto alla grandiosità dello spettacolo. Ed un peccato, perchè l' Odissea prima ancora di essere un racconto epico è soprattutto la storia di un uomo stanco che vuole tornare a casa. Nolan racconta splendidamente il viaggio, molto meno le emozioni che spingono Ulisse a affrontarlo.

Paradossalmente, Odissea raggiunge il suo apice proprio quando cambia pelle. Quando smette di essere un kolossal epico e sfiora apertamente l'horror. La lunga parentesi dedicata a Circe (interpretata dalla brava Samantha Morton) è, a mio avviso, la migliore dell'intera pellicola: inquietante, visionaria, assecondata da un uso sapiente degli effetti speciali, mai invasivi e senza uso smodato della CGI per evitare l' effetto-Marvel. L'horror continua ad essere il genere che meglio racconta le paure del nostro tempo. E non credo sia un caso che siano proprio queste le immagini destinate a restare più impresse.

Peccato che questa straordinaria intensità emotiva non accompagni il film fino ai titoli di coda. E' una scelta coerente con il cinema di Nolan ma anche la principale ragione per cui, almeno per il sottoscritto, Odissea non riesce a convincermi fino in fondo. Lo stesso concetto può essere applicato anche ai personaggi femminili, che troppo spesso in Nolan sembrano occupare uno spazio inferiore rispetto a quello che potrebbero avere. Lungi da me, lo metto in chiaro, parlare di sessismo o misoginia, ma la mia sensazione è che a parte la già citata Circe, sia Penelope (Anne Hathaway) e le altre sembrano "solo" pedine funzionali alla trama, senza che nessuna di loro sviluppi davvero una proprio autonomia narrativa. E non si tratta certo di personaggi secondari visto che stiamo parlando di Charlize Theron (Calipso), Zendaya (Atena), Lupita Nyong'O (Elena)...

Sarebbe però ingeneroso ridurre il film a questi limiti. Dal punto di vista registico siamo di fronte all'ennesima dimostrazione di forza di un autore che continua (giustamente) a occupare un posto di enorme rilievo nel cinema contemporaneo. Nolan gira con una sicurezza impressionante, costruisce immagini di grande potenza e bellezza, dirige un cast di altissimo livello e conferma di non aver alcuna intenzione di scendere a compromessi con un certo tipo di cinema sempre più standardizzato. Anche quando divide il pubblico (quasi sempre), lo fa inseguendo un'idea di cinema personale, ambiziosa, profondamente artistica. E questo oggi è un merito enorme.

Nolan rimane comunque un autore imprescindibile, e io continuerò a correre a vedere ogni suo nuovo film il giorno dell'uscita. E' fuori discussione. Paradossalmente, però, il suo enorme talento talvolta è anche il suo limite, perchè l'ossessione maniacale per l'intreccio narrativo e per i minimi dettagli rischia di fargli perdere di vista il lato umano della storia, che personalmente è quello a cui tengo di più. 

16 commenti:

  1. Tanto di cappello a Nolan per il coraggio di una simile impresa produttiva e per aver osato rimaneggiare uno dei miti più importanti della storia... Ma al netto di qualche momento clamoroso, a me è sembrato davvero un mezzo cesso. Tanta buona volontà, l'occhio di un cineasta immenso, ma che per gran parte del tempo mi è sembrato fuori fuoco.

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    1. No, dai. Un mezzo cesso no. E' irrispettoso per l'autore: Nolan rimane uno dei più grandi registi viventi... almeno a livello tecnico. Solo che a me parecchie volte i suoi film non emozionano, ma magari è un problema mio.

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  2. Vorrei vederlo, ma che tu sappia esistono in Italia sale IMAX che proiettano su pellicola?

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    1. Risposta semplice: nessuna. In Italia esistono una quarantina di sale IMAX ma proiettano tutte in digitale. La proiezione che più si avvicina all'originale è quella dell'Arcadia di Melzo (MI), che proietta in pellicola 70mm (anche se non IMAX). Che io sappia al momento è l'unica nel nostro paese...

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  3. Tre ore forse non bastano nemmeno per raccontare un'epopea così grande, ma il lavoro fatto da Nolan mi pare straordinario. A me la seconda parte, quella del ritorno a Itaca, ha emozionato non poco. Ma sono sensazioni. Comunque il livello del film è eccelso. Un'esperienza visiva.
    Buona serata.
    Mauro

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    1. Sono contento per te, Mauro. Come ho scritto sopra le emozioni sono quasi sempre una cosa soggettiva, e a me molte volte il cinema di Nolan non emoziona. Ma sulla qualità artistica del film non si discute.

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  4. Mi è mancata la magia del mito, anzi ho trovato perfino goffi i momenti potenzialmente più epici (vedasi Scilla e Cariddi), ma quando parla dell'uomo Ulisse - non dell'eroe - mi ha convinto più del previsto. Condivido la tua valutazione.

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    1. Sì, è vero. In qualche punto un po' di "goffaggine" c'è, soprattutto nell'uso degli effetti speciali, che sembrano molto naif per una produzione del genere. Ma credo sia stata una scelta voluta, volendo evitare il più possibile l'uso della CGI che forse avrebbe stonato ancora di più...

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  5. Ho letto con molta attenzione la recensione: alla fine, mi è venuto il dubbio che fosse quella di un videogioco. Poi mi sono ricordata che il Mereghetti ha usato toni entusiastici, riferendosi all'aspetto umano di Ulisse, personaggio in crisi. Impressioni divergenti, a quanto pare.

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    1. Quando Omero (o chi per lui) scrisse L'Odissea i videogiochi non c'erano. E la sceneggiatura di Nolan è piuttosto fedele al testo... ho letto la recensione di Mereghetti, l'ho trovata piuttosto esagerata, strano per uno come lui, ma i gusti son gusti, si capisce

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  6. Nolan a livello tecnico è insuperabile. I suoi film potranno emozionare poco ma sono manuali di cinema da studiare a scuola. E' l'Orson Welles del nostro tempo.

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    1. Il paragone ci sta tutto. Welles aveva un approccio molto simile a quello di Nolan: trovo che "Quarto Potere" sia un film miliare nella storia del cinema, ma più per l'aspetto tecnico (rivoluzionario per l'epoca) piuttosto che dal lato sentimentale. Anche Nolan, con le dovute proporzioni, mi fa lo stesso effetto.

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  7. Da "nolaniana" convinta, mi pare che questo sia il film meno "suo". Non so, non ci vedo del tutto la sua mano. E' il suo film più costoso ma anche il più irrisolto secondo me. Non è affatto brutto, sia chiaro, ma l'ho trovato abbastanza anonimo. O forse sarò io che l'ho visto il giorno sbagliato.

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    1. Mi sorprende questo tui commento, specie perlappunto da una nolaniana come te... Nolan ha detto più volte che questo era il suo film più sentito, gli ha dedicato tre anni di vita piena. Ma i gusti e le sensazioni sono personali, ci mancherebbe

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  8. A me è piaciuto anche se concordo molto con te, tanta tecnica ma poche emozioni. Avendo quasi 61 anni trovo più intrigante la odissea televisiva del 1968 (a cui collaboro Mario Bava) sia come storia che come attori che vennero usati (a tratti Matt Damon se non fosse stato per la barba mi pareva scappato da The Bourne Identity, e Irene Papas e l'attrice che impersonava Calipso erano di un altro pianeta). Mi è piaciuto comunque il punto di vista di Nolan su Ulisse che non era solo uno stratega ma anche un po imbroglione con sensi di colpa e forse poca voglia di tornare, sulla ospitalità di Zeus tradita, sulla parola anziché la spada come strumento della Storia. Quanto all horror... gli dei ci benedicano che esiste perché attraverso paure immaginarie anestetizza e ci fa riflettere sulle paure reali. La parte di Circe anche per me è stata molto bella anche se pensavo che Ulisse fosse arrivato nelle highlands scozzesi! Peccato solo per la spilla invece del letto fatto con albero di ulivo ma essendo un potatore a tempo perso sono prevenuto! 😊 Decio

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    1. Grande Decio, condivido tutto quello che hai scritto. Naturalmente anche a me il film è piaciuto (Nolan non farebbe un brutto film nemmeno se lo volesse), ma mi ha "smosso" davvero poco. Non ho visto l'Odissea del '68 e mi fido in parola di quello che scrivi, ma devo dire che anche il recente "Itaca - il ritorno" di Uberto Pasolini con Ralph Fiennes (che, non me ne voglia Matt Damon, ma è un attore fuori categoria) nonostante un budget clamorosamente inferiore mi aveva trasportato ben di più dentro il poema di Omero... comunque, lo ripeto ancora una volta a scanso di equivoci, avercene di film così "enormi" che ci fanno discutere e ragionare. Un caro saluto!

      p.s. ma quest'anno lo fai un alto a Venezia? :)

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