
Che pena, ancora una volta, la cerimonia dei David di Donatello, ormai ridotti a un rituale stanco da trascinare su RaiUno per contratto, con uno share ridicolo a testimoniare il fallimento di una maratona protrattasi fino alle due di notte. Conduttori spaesati, gag fuori tempo massimo, ospiti ottuagenari "sequestrati" per ore e ritmo da assemblea di condominio. Nel frattempo il cinema italiano affonda, anche se sul palco nessuno osa ammetterlo. E alla fine rimane solo il solito circo autoreferenziale: un' élite che si applaude da sola mentre fuori, del cinema, non pare interessare più a nessuno...
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