titolo originale: L'ESTRANEA (ITALIA, 2026)
regia: PAOLO STRIPPOLI
sceneggiatura: PAOLO STRIPPOLI, SALVATORE DE CHIRICO
cast: JASMINE TRINCA, ROMANA MAGGIORA VERGANO, ADRIANO GIANNINI, VALERIA BRUNI TEDESCHI
durata: 115 minuti
giudizio: ★★★★☆
NAZA incassa tre milioni di euro in cinque giorni, una cifra enorme per un documentario, a testimonianza dell'attenzione e della vicinanza del pubblico italiano alla questione palestinese. Personalmente continuo a ritenerlo un film mediocre, per i motivi che ho riportato nella recensione di sabato, ma ciò non significa - a scanso di equivoci - che da parte del sottoscritto ci sia disinteresse sull'argomento. Anzi. Cambiando discorso, si conferma anche in Italia il clamoroso flop di Digger: il nuovo film di Iñàrritu, nonostante un Tom Cruise straordinario, si ferma a 500mila euro nel primo weekend, un tonfo pari a quello sul mercato americano che rischia, purtroppo, di compromettere la corsa di Cruise verso il sospirato Oscar. Continua anche la sofferenza ormai conclamata del cinema italiano, che al momento non riesce a portare neanche un titolo di fiction nella top ten assoluta stagionale. In attesa di tempi migliori.
titolo originale: NAZA (GB, 2026)
regia: YUVAL ABRAHAM, RACHEL SZOR
sceneggiatura: YUVAL ABRAHAM, RACHEL SZOR
durata: 80 minuti
giudizio: ★★☆☆☆
.png)
.png)
Brad Pitt, nel ruolo (non proprio originalissimo) di un ex soldato traumatizzato in cerca di pace, è il protagonista assoluto del weekend entrante, insieme al nuovo cartoon Dreamworks L'Isola dei Ricordi. Gli fanno compagnia altri due film italiani presentati a Venezia, Nessun dolore di Gianni Amelio (con Borghi, Golino e Mastandrea) e Una storia, lungometraggio d'esordio da regista di Anna Foglietta (con Alba Rohrwacher e Guido Caprino). E poi naturalmente c'è NAZA, evento speciale al cinema solo per tre giorni (28, 29 e 30 settembre), anch'esso presentato (e premiato) al Lido, che affronta il tema angoscioso delle vittime civili di Gaza... so bene di essere in minoranza, ma continuo a pensare che operazioni come questa abbiano ben poco a che fare con il cinema, oltre a non spostare di una virgola l'opinione pubblica. Sarei felice di essere smentito, naturalmente.