
Tre film "veneziani", tre approcci diversi, un unico fil rouge: personaggi alla deriva, alle prese con identità fragili che sfuggono. Dalla commedia nera nordica (Mio fratello è un vichingo), al crime-movie di genere italiano (Ammazzare stanca), fino all'adattamento letterario d'autore (Lo Straniero), per un cinema che sembra osservare l'uomo quando perde il controllo (della memoria, della libertà, o semplicemente del senso delle cose). Tre film che raccontano, ciascuno a modo loro, quanto sia difficile fare i conti con se stessi. E forse è proprio in questa tensione irrisolta che queste tre pellicole trovano la loro ragion d'essere...



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