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domenica 18 gennaio 2026

EFA 2025: TRIER PIGLIATUTTO

Norvegia batte Italia 6-1, peggio che nel calcio... ieri sera agli European Film Awards, la serata che celebra il cinema del Vecchio Continente, trionfo nordico per Sentimental Value di Joachim Trier, che realizza un "cappotto" storico portandosi a casa tutti i premi più importanti (miglior film, regia, montaggio, musica e le statuette attoriali, andate ai due protagonisti Stellan Skarsgård e Renate Reinsve). Buon risultato tecnico anche per il film spagnolo Sirat, premiato ben cinque volte, mentre al nostro Paese va l'inaspettata statuetta a Greta Scarano come miglior regista emergente per il suo La vita da grandi, da noi passato (quasi) inosservato...

domenica 8 dicembre 2024

EFA 2024: TRIONFO PER "EMILIA PEREZ"



Emilia Pérez pigliatutto: alla 37. edizione degli European Film Awards (gli "Oscar Europei", che tradizionalmente inaugurano la stagione dei premi cinematografici), il folle e irriverente musical francese di Jacques Audiard ha fatto il pieno, portandosi a casa tutte le statuette possibili (miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio e attrice protagonista, andata alla straordinaria Karla Sofìa Gascòn, prima attrice transgender a vincere il premio). Niente da fare per Vermiglio di Maura Delpero, la cui vetrina europea è comunque servita per promuovere il film in vista delle candidature ai prossimi Oscar... incorciamo le dita. 

domenica 10 dicembre 2023

EFA 2023: "ANATOMIA DI UNA CADUTA" VINCE TUTTO, ITALIA (QUASI) A MANI VUOTE



Trionfo assoluto per Anatomia di una caduta di Justine Triet ai 36. European Film Awards, gli "Oscar europei", nella serata tenutasi ieri sera a Berlino: il film francese fa "cappotto" conquistando tutti i premi più importanti (miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio e miglior attrice, andato alla straordinaria Sandra Huller) e lasciando agli altri le briciole, Italia compresa: niente da fare per Io Capitano di Matteo Garrone, mai in lizza per i premi, mentre l'unico riconoscimento lo porta a casa la scenografa Emita Frigato per le ambientazioni de La Chimera di Alice Rohrwacher, che si conferma cineasta molto più amata all'estero che in patria...


domenica 11 dicembre 2022

EFA 2022: TRIANGLE OF SADNESS PIGLIATUTTO, PREMIATI BELLOCCHIO E SAMANI

  


La 35. edizione degli European Film Awards, assegnati ieri sera nella gelida Reykjavik, hanno visto il trionfo assoluto di Ruben Ostlund e il suo Triangle of Sadness, già Palma d'oro a Cannes e a questo punto lanciatissimo nella corsa per gli Oscar. Niente da fare invece per il nostro Pierfrancesco Favino,  ma l'Italia non esce comunque a mani vuote: Piccolo Corpo di Laura Samani vince il premio Fipresci come migliore rivelazione europea, mentre Marco Bellocchio viene insignito del premio per la serie europea più innovativa: il fatto che lo vinca a 83 anni è parecchio, parecchio significativo, in tutti i sensi...

domenica 12 dicembre 2021

EUROPEAN FILM AWARDS: TRIONFA "QUO VADIS, AIDA", DELUSIONE PER SORRENTINO

 


La 34. edizione degli European Film Awards, ovvero gli "Oscar Europei", incorona trionfalmente (fin troppo, per me) il film bosniaco Quo Vadis, Aida? che mette in riga concorrenti ben più accreditati come The Father, Titane, Una donna promettente, Scompartimento nr.6 e soprattutto E' stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, la cui rincorsa all' Oscar (quello vero) comincia così piuttosto in salita... i premi attoriali vanno a Anthony Hopkins (ovviamente assente) e a Jasna Duricic, mentre ben tre statuette se le aggiudica il documentario d'animazione norvegese Flee, ancora inedito da noi...

domenica 13 dicembre 2020

EFA 2020: VINCE VINTERBERG, PECCATO PER MARTIN EDEN...


"Another round", miglior film europeo 2020


Anche gli European Film Awards si arrendono al Covid: la 33. edizione degli "Oscar Europei", che si sarebbe dovuta svolgere giusto ieri sera a Reykjavik, in Islanda, ha dovuto invece ripiegare su una diretta streaming e con vari collegamenti in tutto il continente. Alla fine ha vinto, o meglio ha trionfato il danese Tomas Vinterberg, che con il suo Another Round (Un altro giro) si è portato a casa tutti i premi più importanti: Miglior film europeo, Miglior regìa, Miglior sceneggiatura e Miglior attore, andato al suo attore "feticcio" Mads Mikkelsen.

domenica 8 dicembre 2019

EFA 2019: LANTHIMOS PIGLIATUTTO, ITALIA A MANI VUOTE



Trionfo de La Favorita di Yorgos Lanthimos alla 32. edizione degli European Film Awards, ovvero gli Oscar europei: nella cerimonia tenutasi ieri sera a Berlino il film anglo-greco si è portato a casa ben otto statuette, tra cui tutte le più importanti (miglior film, miglior commedia, miglior regista, miglior attrice, andato a Olivia Colman). Certo, fa un po' strano vedere vincere un film uscito al cinema ormai più di un anno fa e protagonista della scorsa Awards Season, ma le regole degli EFA sono diverse da quelle dell'Academy e degli altri premi... a farne le spese purtroppo è stato il cinema italiano, con Il Traditore di Marco Bellocchio che, forte di quattro candidature "pesanti", torna a casa a mani vuote.

domenica 16 dicembre 2018

EFA 2018 : TRIONFA "COLD WAR", MA C' E' ANCHE L' ITALIA (CON GARRONE E GUADAGNINO)


Da noi uscirà tra qualche giorno, il 20 dicembre, e a questo punto c'è davvero tanta voglia di vederlo: Cold War di Pawel Pawlikowski ha trionfato alla 31. edizione degli European Film Awards (gli Oscar europei) tenutasi ieri sera a Siviglia. Il cineasta polacco, già premio Oscar nel 2013 con Ida, ha fatto incetta di statuette aggiudicandosene ben cinque, e tutte pesanti: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior montaggio e miglior attrice protagonista (Joanna Kulig). Pawlikowski aveva già vinto anche il premio per la regìa all'ultimo Festival di Cannes, confermandosi così uno dei maggiori registi europei contemporanei.

domenica 10 dicembre 2017

EFA 2017 : TRIONFA "THE SQUARE", CINEMA ITALIANO NON PERVENUTO...

Con gli European Film Awards comincia tradizionalmente la Award Season: nella serata di ieri sera, tenutasi a Berlino (ovvero la città dove sono nati, giusto trent'anni fa), protagonista assoluto è stato il film svedese The Square, già Palma d'oro a Cannes e, a questo punto, grande favorito anche per la corsa all'Oscar come miglior film straniero.

domenica 11 dicembre 2016

EFA 2016 : "FUOCOAMMARE" MIGLIOR DOCUMENTARIO, TRIONFO PER "TONI ERDMANN"

Gianfranco Rosi
E' passato quasi un anno dalla vittoria dell' Orso d'oro a Berlino, eppure Gianfranco Rosi e il suo Fuocoammare non si fermano. Anzi, continuano orgogliosamente a portare in giro per l'Europa il loro messaggio di pace, solidarietà e fratellanza, adesso anche sul palcoscenico degli European Film Awards, gli Oscar europei, dove il film è stato appena premiato come miglior documentario del vecchio continente. Un'altra bella soddisfazione per il regista italiano, che (si spera) potrebbe perfino aprirgli le porte dell' Oscar vero e proprio, dove può accedere alla nomination in ben due categorie (miglior documentario e miglior film straniero).

domenica 13 dicembre 2015

EFA 2015 : VINCE (ANCORA !) SORRENTINO


Christopher Waltz, Charlotte Rampling, Michael Caine, Paolo Sorrentino, tutti premiati agli EFA 2015

Si chiamano EFA (acronimo di European Film Awards), non sono troppo conosciuti alla "massa", e loro non fanno troppo per farsi conoscere... sono gli "Oscar europei", certo molto più sobri e radical-chic rispetto agli "omologhi" americani, ma comunque importanti per tastare il polso della cinematografia continentale. Che, per chi ancora avesse dubbi, confermano Paolo Sorrentino come il regista italiano più "internazionale", il più capace nel realizzare film in grado di essere apprezzati anche oltre oltre frontiera.

giovedì 18 dicembre 2014

EFA 2014 : POLONIA PIGLIATUTTO CON "IDA", MA C'E' GLORIA ANCHE PER L'ITALIA




Pawel Pawlikoski, miglior regista per 'Ida'
Il loro nome ufficiale è European Film Awards, ma per tutti (anzi, per i pochi che ne sono a conoscenza) sono gli 'oscar europei': che, certo, un po' volutamente (per rimarcarne la 'diversità' e lo spirito elitario) un po' per un'evidente disparità di mezzi e promozione, non hanno la stessa visibilità ed importanza dei loro omologhi d'oltreoceano, ma costituiscono senza dubbio un appuntamento importante per tastare il polso della cinematografia del vecchio continente. Così nella cerimonia svoltasi a Riga (Lettonia) lo scorso 13 dicembre, a fare da asso pigliatutto è stato il film polacco Ida di Pawel Pawlikowski, che si è aggiudicato le statuette più importanti, ben cinque, per il miglior film, regia, sceneggiatura, fotografia e gradimento del pubblico.

domenica 8 dicembre 2013

EFA 2013: TRIONFA SORRENTINO, NEL SEGNO DEL NOSTRO CINEMA

Vince La Grande Bellezza, vince Paolo Sorrentino, trionfa il cinema italiano che fan man bassa ai 26. European Film Awards, i cosiddetti 'oscar del cinema europeo': la pellicola del regista napoletano si porta a casa ben quattro statuette (le più pesanti: miglior film, regia, attore protagonista - il nostro Toni Servillo - e montaggio) alle quali si aggiunge quella, scontata, a Ennio Morricone premiato per la partitura musicale de La migliore offerta. Insomma, una serata da ricordare quella di ieri sera a Berlino, che testimonia la qualità e la vitalità del nostro cinema che troppe cassandre insistono a dare per morente. E questa vittoria non è un fatto isolato: non vanno infatti dimenticati i successi recenti ai vari festival internazionali (l'Orso d'oro dei fratelli Taviani con Cesare deve morire, il Grand Prix du Jurie di Cannes a Reality di Matteo Garrone, il Leone d'oro a Sacro GRA di Gianfranco Rosi). 

domenica 2 dicembre 2012

EUROPEAN FILM AWARDS: HANEKE FA IL PIENO

Michael Haneke, Emmanuelle Riva e Jean-Louis Trintignant
Vorrebbero essere gli Oscar Europei, ma in realtà gli European Film Awards (EFA in breve) restano per il momento una manifestazione molto sottotono, ben lontana dai fasti hollywoodiani. Ciò forse è anche voluto, proprio per distinguersi dal baccano e dallo star-system dei loro omologhi d'oltreoceano e mantenere una sobrietà molto 'radical-chic'. Fattostà che, in un modo o nell'altro, degli EFA non importa niente a nessuno... non un notiziario, non una pagina di giornale, nemmeno uno straccio di sintesi televisiva, a riprova che lo snobismo non paga.

Bernardo Bertolucci
Snobismo che è testimoniato anche dai risultati: basta scorrere l'albo d'oro che troviamo infatti, anche stavolta, il 'solito' Michael Haneke, arrivato alla terza vittoria e autentico 'padrone' di questo premio. Il suo Amour, infatti, ha fatto il pieno: miglior film, miglior regia, miglior attore e attrice protagonista. In pratica un cappotto. Haneke è ormai un abbonato ai premi, nella bacheca di casa sua ci sono più statuette che nel presepe... lungi da noi voler sminuire il valore del cineasta austriaco, autore indubbiamente di ottimi film e anche di qualche capolavoro. La nostra impressione però è che certi nomi, come il suo, ormai godano ben più di una certa simpatia nelle giurie europee, cosa che a dire il vero comincia un po' a stufare...

Ma tant'è. Amour è certamente un film 'perfetto' dal punto di vista stilistico, tuttavia a giudizio di chi scrive quest'anno si poteva avere un po' più di coraggio e premiare pellicole ben più emozionanti e più capaci di arrivare al pubblico. Mi riferisco, a costo di sembrare partigiano, al bellissimo Cesare deve morire dei Taviani, oppure a C'era una volta in Anatolia di Ceylan, a Carnage di Polanski, al francese Quasi amici, a Shame di McQueen, oppure alla vera rivelazione dell'anno, ovvero Jagten-Il sospetto di Thomas Vinterberg: film durissimo e magnetico, di cui parleremo molto presto. Solo briciole per l'Italia, che si accontenta del comunque prestigioso premio alla carriera a Bernardo Bertolucci.
'Cesare deve morire', dei fratelli Taviani

Gli EFA sono comunque il primo importante premio cinematografico riguardante la stagione in corso, anche si svolgono in dicembre (e quindi nell'anno vecchio). Certamente sono un bell'assist verso i Golden Globes e gli Oscar, prossimi appuntamenti. E la vecchia Europa si presenta ancora una volta con ottimi titoli e un ottimo parterre: a testimonianza di una scuola e di una cultura cinefila che, nonostante ogni crisi possibile, denota ancora di godere ottima salute.

VEDI QUI L'ELENCO DI TUTTI I PREMI 

domenica 4 dicembre 2011

EUROPEAN FILM AWARDS: VINCE MELANCHOLIA

C'è del genio in Danimarca: la notte degli European Film Awards (EFA), vale a dire gli Oscar europei, incorona due registi del piccolo ma vitalissimo paese scandinavo. Certo il prestigio di questi premi non è proprio lo stesso di quelli hollywoodiani  (anche perchè va detto che gli organizzatori, forse in nome di uno 'snobismo' di fondo tipicamente europeo, non è che si danno molto da fare per la loro promozione), ma indubbiamente per i danesi è motivo di grande e legittimo orgoglio. Soprattutto per una nazione che, a livello di risorse finanziare e artistiche a disposizione, non può certo paragonarsi con le 'potenze' cinefile del vecchio continente (Italia, Francia, Spagna e Germania su tutte).

A Berlino vince dunque Melancholia di Lars Von Trier, che si aggiudica le statuette per il miglior film, la miglior fotografia e le migliori scene. Premio indubbiamente meritato per una pellicola potente, visionaria, disperata, ma anche rigorosa e struggente, finalmente senza gli eccessi stilistici di molte opere dello stesso regista. Von Trier si conferma anche grandissimo direttore di attrici, in questo caso le bravissime Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg.

'Melancholia', miglior film europeo
Ed è ancora Danimarca anche per il premio per la miglior regia: ad aggiudicarselo è Susanne Bier per il suo In un mondo migliore, a sua volta già premiato a febbraio con l'Oscar 'americano', a conclusione di un anno da incorniciare per la sua brava regista. E niente da dire nemmeno sulla scelta della miglior attrice, che è risultata la brivissima Tilda Swinton per We need to talk about Kevin. La Swinton era già finita in nomination l'anno scorso con Io sono l'amore di Guadagnino.

Susanne Bier, miglior regista
Il premio per il miglior attore va invece a Colin Firth, per la sua interpretazione ne Il discorso del re: unica statuetta vinta dal film trionfatore agli Oscar d'oltreoceano, ma che in Europa non ha trovato frotte di estimatori. Giustamente, direi: la pellicola di Tom Hooper è stata fin troppo sopravvalutata negli States, ottenendo una messe di premi che sono indubbiamente troppi per un film patinatissimo, elegante, stilisticamente perfetto ma oltremodo lezioso e 'ruffiano'. Bravi i giurati europei a non essersi fatti abbindolare dal manierismo di fondo di quest'opera. Peccato invece per il 'nostro' Michel Piccoli, che non ce l'ha fatta a vincere per Habemus Papam di Nanni Moretti, ma che si è 'consolato' con un premio alla carriera.

Italia a bocca asciutta, dunque. E d'altronde non avevamo molte speranze. Moretti era il nostro unico nome in gara, ma si sapeva che non avrebbe incantato i cuori dei giurati: a testimonianza dell'enorme difficoltà dei prodotti di casa nostra ad essere 'venduti' all'estero... Habemus Papam era un degno candidato, ma certo non poteva nulla di fronte ai titoli che abbiamo elencato fin qui, ben più 'strombazzati' dai media. In nome di un provincialismo di fondo tipicamente italiano.
Riconoscimenti anche ai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne per la sceneggiatura de Il ragazzo con la bicicletta e al compositore Ludovic Bource per le musiche di The Artist, autentica sorpresa della stagione. Ma di questo piccolo film francese, girato in b/n e addirittura muto (!) ne riparleremo prestissimo...