venerdì 10 luglio 2026

MINIONS & MONSTERS



titolo originale: MINIONS & MONSTERS (USA, 2026)
regia: PIERRE COFFIN, PATRICK DeLAGE
sceneggiatura: BRIAN LYNCH, PIERE COFFIN
cast: PIERRE COFFIN, TREY PARKER, CHRISTOPH WALTZ, JESSE EISENBERG, JEFF BRIDGES, ZOEY DEUTCH, ALLISON JANNEY (voci originali)
durata: 90 minuti
giudizio:




Hollywood, anni '20. I Minions sono diventati delle star del cinema, ma l'avvento del sonoro (e i loro "problemini" di dizione) troncheranno presto la loro carriera. Cercheranno di rilanciarsi girando un film di mostri, ma il gioco gli sfuggirà presto di mano...



Ormai lo sapete: il sottoscritto non ama granchè l'animazione, ma ci sono sempre le eccezioni... e l'eccezione in questo caso si chiama Minions. Non chiedetemi perchè, ma ho sempre adorato questi piccoli mostriciattoli gialli che mi fanno ogni volta scompisciare dalle risate. Ragion per cui mi sono faticosamente deciso ad alzare il deretano e trascinarmi fino al cinema, giusto per sfuggire alla calura atroce di questi giorni. Non avevo altri obiettivi e giuro che mai mi sarei aspettato di trovarmi di fronte a uno dei migliori film della stagione. E lo dico nel pieno possesso delle mie facoltà mentali: un  meta-film che celebra il cinema nella sua forma più totalizzante, un film per bambini ma che pare fatto apposta per gli adulti che li accompagnano. E questo è il suo (grande) pregio e il suo limite. Vedremo perchè.

Minions & Monsters è un tenero e intelligente omaggio al cinema e alla sua storia, nonchè alla sua capacità di reinventarsi continuamente. I Minions conquistano Hollywood, ma è Hollywood stessa ad essere protagonista: per quanto possa sembrare azzardato, ho pensato subito a Babylon di Damien Chazelle per il modo in cui viene descritta la nascita dell'industria cinematografica, ricreando l'epopea d'oro degli anni '20. Se il film di Chazelle raccontava Hollywood come luogo di eccessi e trasformazioni traumatiche (vedasi anche qui il passaggio dal muto al sonoro), Pierre Coffin sceglie invece la strada della commedia slapstick, filtrando quella fascinazione attraverso lo sguardo ingenuo e anarchico dei suoi personaggi. Una sorta di Babylon per famiglie, che sorprendentemente conserva intatto il senso di meraviglia del cinema come fabbrica di sogni.

L'ultimo Minions è sicuramente il film più cinefilo mai prodotto dalla Illumination, e anche quello che meglio dimostra come anche un blockbuster estivo possa riflettere sul proprio linguaggio senza rinunciare a intrattenere. Per capire quanto questa scelta sia sorprendente bisogna però fare un passo indietro e interrogarsi sul fenomeno Minions. Nati come semplici comprimari di Cattivissimo Me, i piccoli troll gialli si sono rapidamente conquistati un posto tutto loro nella storia dell'animazione: la loro comicità, basata quasi esclusivamente sul corpo e su un linguaggio volutamente incomprensibile, è diventata fin da subito esportabile in tutto il mondo. I Minions sono personaggi privi di qualsiasi psicologia e proprio per questo universalmente riconoscibili, un po' come il cinema di Charlie Chaplin e Buster Keaton (fatte le debite proporzioni, ovviamente) dove il gesto precede sempre la parola. Non è un caso che pian piano abbiano soppiantato lo stesso Cattivissimo Me, trasformandosi in uno dei brand più ricchi di sempre.


E forse è proprio qui che nasce il paradosso di Minions & Monsters. Pur essendo uno dei film più ispirati della saga, i primi risultati al botteghino sono stati molto inferiori rispetto a quelli dei precedenti capitoli. La ragione principale, forse, è proprio il suo eccessivo sguardo cinefilo, che ha allontanato parte del pubblico più generalista e di bocca buona. Non si tratta di un flop, ci mancherebbe (è comunque in testa agli incassi italiani), ma il rallentamento è considerevole. Colpa anche di un'uscita estiva non priva di concorrenza (l'essere uscito quasi in contemporanea con Toy Story 5 certo non ha giovato) e di una campagna promozionale che ha insistito solo sulla componente comica, comunicando invece poco quella dimensione metacinematografica che è il vero valore aggiunto del film. 

Ed è un peccato, perchè Minions & Monsters dimostra come anche un franchise apparentemente arrivato alla maturità possa ancora trovare nuove direzioni. Certo, nell'ultima parte si torna su coordinate narrative più convenzionali e il finale rinuncia a sviluppare fino in fondo alcune delle intuizioni migliori (forse le "risparmia" per un altro film?) ma il bilancio rimane comunque ampiamente positivo. La sorpresa alla fine è proprio questa: il film che avevo scelto per trovare refrigerio in una sala climatizzata si è rivelato un'esperienza cinematografica intelligente e piacevole, oltre che divertentissima. Un'opera che fa sorridere ma che soprattutto ricorda, con leggerezza e senza ostentazione, quanto il cinema continui ad essere una straordinaria macchina di sogni...

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