sabato 4 luglio 2026

BRIVIDI ESTIVI (CHE CI RICORDEREMO): BACKROOMS /OBSESSION /PASSENGER

L'estate, si sa, è la stagione del sole, dei blockbuster e dei film horror... ma (troppo) spesso degli horror dozzinali, oppure teen, girati con lo stampino e senza troppe pretese. E invece in questa calda estate 2026 accade quello che non ti aspetti, ovvero l'uscita di tre horror tutt'altro che stupidi e che incassano perfino bene al botteghino. Merce rara. Tre film che hanno poco in comune a livello di trama ma che condividono una qualità sempre meno frequente: quello di tentare un approccio personale al genere, di dire qualcosa di nuovo. C'è chi sperimenta con il linguaggio cinematografico (Backrooms), chi usa il genere per parlare di natura umana (Obsession), e chi dimostra che anche una storia apparentemente già vista può funzionare se raccontata con il giusto mestiere (Passenger). Nessuno dei tre è un film perfetto, e forse è proprio questo il bello: sono opere che si prendono dei rischi, a volte inciampano pure, ma lasciano comunque qualcosa in chi li guarda. E in un panorama hollywoodiano ormai sovraffollato di sequel, remake e franchise non è affatto poco. Tre film molto diversi tra loro, tre modi di intendere l'horror oggi. Non tutti mi hanno convinto allo stesso modo, ma nessuno mi ha fatto rimpiangere il prezzo del biglietto...


BACKROOMS
(di Kane Parsons, USA 2026)


Qualcuno si è affrettato a scrivere che è un piccolo miracolo. Altri che è l'ennesima variazione "lynchana" sul tempo e sullo spazio. Certo è un film che non lascia indifferenti: impressiona soprattutto la capacità di Kane Parsons di costruire tensione attraverso gli spazi, il suono e la sottrazione, trasformando un'idea nata sul web in un'esperienza cinematografica autentica. Non mancano le riserve: una narrazione talvolta esile, personaggi spesso sacrificati e un ritmo che può risultare ostico a chi cerca un horror più convenzionale. Ma un film come questo vive soprattutto della sua forza visiva, e se pensiamo che è stato diretto da un regista appena ventenne (!), ecco che al miracolo ci avviciniamo parecchio. Lo ammetto: conoscendomi, immaginavo che un'opera così sperimentale sarebbe stata molto lontana dalle mie corde, eppure devo dire che Parsons ha un'ambizione e una maturità artistica che, per la sua età, lasciano stupefatti.
giudizio: 



OBSESSION
(di Curry Becker, USA 2026)



Un horror romantico, irriverente, sorprendentemente cattivo e persino ironico. E dove sotto la superficie da classico film di genere c'è una riflessione tutt'altro che banale sull'amore tossico, il possesso e l'incapacità di accettare un rifiuto, il tutto sostenuto da una regia molto più sicura di quanto ci si aspetterebbe da un'opera seconda di un regista ventisettenne, che compensa una sceneggiatura un po' tagliata con l'accetta e un simbolismo fin troppo esplicito. Ma sono difetti che passano in secondo piano davanti all'energia dell'insieme e ad almeno 2-3 sequenze che ti si incollano addosso. Obsession è uno di quei film che ci ricordano quanto l'horror indipendente continui ad essere il laboratorio più interessante del cinema contemporaneo. Non sarà perfetto, ma ha personalità da vendere e soprattutto non assomiglia a nulla di quello che esce oggi dagli Studios... Teniamolo d'occhio questo regista, tale Curry Baker: uno che ha ancora tutto da dimostrare ma sa già benissimo come farsi notare. E non è poco.
giudizio: 



PASSENGER
(di Andrè Øvredal, USA 2026)


Il classico horror estivo senza troppe pretese, ma che si lascia guardare con grande piacere. Bravo il regista Andrè Øvredal nel costruire la tensione senza grossi mezzi, sebbene il risultato finale appaia forse un tantino derivativo e non permetta ai protagonisti di lasciare il segno. Proprio questo è il principale limite del film: sembra avere tutte le carte in regola per diventare un piccolo cult da falò notturno, ma a un certo punto preferisce rifugiarsi nei clichè del road-horror anzichè spingere davvero sull'acceleratore. Resta però una confezione di altissimo livello: Øvredal sa come inquadrare il buio, come dosare i jump-scare e come trasformare una strada deserta in un luogo ostile. Non s'inventa nulla, ma quando decide di farci paura ci riesce eccome: sicuramente il meno autoriale di questa terzina (e il meno fortunato al botteghino), tuttavia il più godibile e disimpegnato (è un complimento)
giudizio: 

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