titolo originale: DREAMS (MESSICO/USA, 2025)
regia: MICHEL FRANCO
sceneggiatura: MICHEL FRANCO
cast: JESSICA CHASTAIN, ISAAC HERNÀNDEZ, RUPERT FRIEND, MARSHALL BELL
durata: 99 minuti
giudizio: ★★★★☆
Fernando è un giovane ballerino messicano che sogna il successo negli Stati Uniti, dove cerca di entrare illegalmente confidando nell'aiuto della sua matura amante Jennifer, donna in carriera ricchissima e filantropa. L'arrivo improvviso del ragazzo destabilizza però Jennifer, che non è disposta a sacrificare per lui la sua vita agiata e piena di privilegi...
Ne sono sempre più convinto: sebbene sia il meno famoso tra i suoi illustri "colleghi", il messicano Michel Franco è decisamente il regista più lucido e rigoroso del suo Paese, e (per fortuna) non ancora "americanizzato" al pari di Guillermo Del Toro, Alejandro Gonzalez Iňarritu e Alfonso Cuaròn. Gente che ha diretto opere importanti, di enorme successo, ma il cui rapporto con Hollywood ha inevitabilmente modificato il loro sguardo e il loro linguaggio. Franco, invece, continua a muoversi su un terreno più accidentato e meno consolatorio, senza ammorbidire gli spigoli della realtà e senza essere interessato a piacere a tutti. E questa sua nuova opera, Dreams, rappresenta forse la sintesi più compiuta di questo percorso.
E' un vero peccato, anzi è un colpevole misfatto che questo film sia passato nelle sale italiane praticamente sotto silenzio, senza distribuzione e senza alcuna attenzione mediatica. Perchè Dreams affronta questioni centrali del nostro tempo con una precisione rara. La storia gira attorno a Jennifer (Jessica Chastain), una facoltosa filantropa americana impegnata nel sostegno di giovani talenti messicani, e Fernando (Isaac Hernàndez), ballerino ambizioso che attraversa illegalmente il confine per inseguire sia un sogno professionale che una relazione amorosa. Difficile dire quale delle due cose sia più utopistica, e proprio qui sta il significato del film: quella che emerge, infatti, non è tanto una storia d'amore quanto un'analisi dei rapporti di forza che si nascondono dietro le relazioni affettive.
Più il film procede, più diventa evidente, infatti, che il vero protagonista è il Potere. Potere economico, sociale, culturale, perfino geografico. Fernando e Jennifer si desiderano sessualmente ma il loro rapporto è continuamente attraversato da una disuguaglianza che nessun sentimento riesce davvero a cancellare. Chi possiede il denaro, i documenti giusti, le conoscenze e la libertà di movimento parte da una posizione che finisce con l'alterare inevitabilmente ogni equilibrio.
La grande intuizione di Dreams sta nel mostrare come il privilegio riesca spesso a presentarsi sotto le forme più rassicuranti. La solidarietà, la filantropia, l'impegno culturale, il linguaggio progressista vengono osservati con uno sguardo attentissimo che ne mette in luce le contraddizioni senza mai scadere nella caricatura. Franco non sostiene che la generosità sia falsa, interessata, tutt'altro, ma qualcosa di molto più scomodo: che, cioè, anche dietro le migliori intenzioni possono convivere strutture di dominio che continuano a riprodursi quasi automaticamente e forse inconsciamente...
E' qui che il film rivela tutta la sua natura politica. Non perchè insegua l'attualità o voglia impartire lezioni ideologiche, ma perchè riesce a rendere visibili meccanismi che normalmente rimangono nascosti. Il confine tra Messico e Stati Uniti non è solo una linea geografica: è una linea invisibile che attraversa i corpi, le opportunità, le aspettative e perfino i sentimenti dei protagonisti. E' il confine che separa quelli che può scegliere da quelli che devono adattarsi alle scelte degli altri. La regìa segue la stessa logica: Franco elimina, volutamente, tutto ciò che potrebbe distrarre dal nucleo del racconto: non c'è retorica o compiacimento estetico, è un cinema severo, essenziale, ma proprio per questo straordinariamente crudo e efficace (come lo era stato in Nuevo Orden, in Sundown, e anche nel sentimentale Memory)
Jessica Chastain offre una delle prove più complesse della sua carriera recente. Il suo personaggio sfugge alle categorie rassicuranti tipiche del cinema hollywoodiano: non è un'eroina nè un mostro, è una figura contraddittoria, vulnerabile, generosa e allo stesso tempo spietata, incapace di liberarsi della comoda posizione di privilegio che la definisce. Il giovane Isaac Hernàndez le tiene testa con una presenza intensa e sorprendente, costruendo un personaggio che conserva fino all'ultimo una sua propria statura emotiva e morale.
Quello che rende Dreams un film riuscito è la sua capacità di restare fedele alla complessità. Franco non semplifica, non offre soluzioni consolatorie. Preferisce lasciare che le tensioni si accumulino fino a trasformare una vicenda privata in una riflessione molto più ampia sulle disuguaglianze che attraversano il mondo contemporaneo. Dreams racconta soprattutto il modo in cui il Potere si insinua nelle relazioni umane e le modifica all'interno. E' un'opera inquieta e attualissima, capace di porre domande difficili senza la pretesa di fornire risposte. E forse proprio per questo destinata a restare impressa più di molte altre nelle mente degli spettatori.


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