titolo originale: TRAIN DREAMS (USA, 2025)
regia: CLINT BENTLEY
sceneggiatura: CLINT BENTLEY, GREG KWEDAR
cast: JOEL EDGERTON, FELICITY JONES, KERRY CONDON, WILLIAM H. MACY, CLIFTON COLLINS JR.
durata: 102 minuti
giudizio: ★★★☆☆
La vita, dura e selvaggia, di Robert Grainier, operaio tagliaboschi taciturno e solitario che nell' America degli anni '20 abbandona gli studi per dedicarsi alla costruzione della Grande Ferrovia del Nord, sacrificando gli affetti e subendo perdite devastanti...
Al centro del film c'è la vita di un uomo qualunque, Robert Grainer (interpretato da un cupo Joel Edgerton), un lavoratore che contribuisce alla costruzione della ferrovia e, simbolicamente, alla trasformazione definitiva di un Paese che sta cambiando pelle. Il western qui non è spettacolo, non è duello, non è epopea muscolare: è fatica quotidiana, sudore, odore di legno tagliato e stridore di rotaie sotto la pioggia... con un'idea precisa della Storia: quella secondo cui il nostro destino è compiuto da persone comuni che si ritrovano a vivere passaggi epocali. In questo senso il film ribadisce quanto il western sia un genere immortale, almeno per gli Americani: perchè racconta l'identità profonda di una nazione proprio nel momento in cui smette di essere leggenda e diventa memoria.
E proprio memoria è la parola chiave: Train dreams parla di perdita, di assenze che scavano dentro e cambiano il modo di stare al mondo. E' un film che parla di lutto, ma anche della capacità di andare avanti quando ormai tutto sembra inutile. E' la storia di un uomo "normale" che si ritrova a dover affrontare sfide tremende con una forza che forse nemmeno lui sapeva di avere. Edgerton, pur abbastanza ingessato nel personaggio, costruisce comunque un personaggio che sembra consumato dal tempo e dalla fatica, ma attraversato da una dignità incrollabile.
Visivamente, il film alterna paesaggi vastissimi e interni poverissimi, quasi claustrofobici, creando un contrasto continuo tra la promessa sconfinata della Frontiera e la piccolezza dell'individuo. La natura non è solo sfondo, ma specchio dello stato d'animo del protagonista: indifferente, magnifica, talvolta crudele. Ed è in questo dialogo silenzioso tra uomo e ambiente che sta il cuore del racconto.
Non tutto funziona alla perfezione: qualche passaggio narrativo appare ripetitivo, alcune scelte simboliche sembrano un po' troppo insistite, ma sono sbavature che non compromettono l'insieme. Anzi, contribuiscono a dare al film un tono artigianale, lontano dalle logiche più urlate del cinema contemporaneo. Il risultato è un'opera solida e profondamente umana, capace di toccare corde intime senza scivolare mai nella retorica. Un western che non ha bisogno di sparare per lasciare il segno e che trova nella memoria e nella perdita la sua vera Frontiera da attraversare. Non è un film che urla per farsi notare ma uno di quelli che comunque restano, come il rumore di un treno nella notte.




Notevole. La fine del sogno americano in un film ostico e per nulla commerciale. Non mi meraviglio sia uscito solo su Netflix.
RispondiEliminaUn western cupo, malinconico, dove non si spara un colpo. Un protagonista che pronuncia si e no cinquanta parole in tutto il film. Certamente non è un titolo da grande pubblico e non mi meraviglia che abbia trovato spazio solo in piattaforma, che talvolta è il luogo ideale dove far uscire prodotti come questo. Netflix non è il "male assoluto", non smetterò mai di ripeterlo. E ha il merito di far arrivare a tutti anche titoli poco commerciali, che nessuno avrebbe voluto portare sul grande schermo.
EliminaPer me, invece, il più bello tra i candidati. Poetico, sommesso, pura letteratura americana.
RispondiEliminaIl più bello forse no... ma comunque assolutamente meritevole di starci. Concordo con te: il western (e il romanzo da cui è tratto) sono l'essenza della Storia americana. E questo film ne rispecchia in toto lo spirito.
EliminaNe ho avuto paura, infatti lo avevo evitato. Recuperandolo per l'Oscar, però, mi è piaciuto molto e sono riuscita anche a commuovermi.
RispondiEliminaNemmeno io mi "fidavo" più di tanto. E, sono sincero, se non avesse preso fior di candidature all'Oscar forse non lo avrei nemmeno visto... e avrei fatto male perchè è un film molto profondo e sincero. Per me una graditissima sorpresa.
EliminaPer me che sono amante del western è come andare a nozze :)
RispondiEliminaE' un western particolare, amaro e disilluso. Ma bellissimo...
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