Ho conosciuto di persona Ermanno Olmi tanti anni fa, agli inizi del nuovo secolo. Era un pomeriggio qualunque di un'estate qualunque, a Bergamo alta. Lui era seduto al tavolino di un caffè, da solo, e quando si accorse che lo stavo fissando e mi invitò ad avvicinarmi, con lo sguardo rassicurante di un nonno che chiama a sè il nipotino (si fa per dire, anche se all'epoca ero ancora giovane). Credo di non essermi mai vergognato tanto in vita mia: sia per l'importanza della persona che stavo per incontrare che la figura di melma rimediata...
