lunedì 17 agosto 2026

LA FINE DI OAK STREET



titolo originale: THE END OF OAK STREET (USA, 2026)
regia: DAVID ROBERT MITCHELL
sceneggiatura: DAVID ROBERT MITCHELL
cast: ANNE HATHAWAY, EWAN McGREGOR, CHRISTIAN CONVERY, MAISY STELLA, P.J. BYRNE, JORDAN A. DAVIS 
durata: 99 minuti
giudizio:


In seguito a un misterioso evento cosmico, un intero quartiere residenziale chiamato Oak Street viene trasportato indietro nel tempo in un un luogo sconosciuto, agli albori della civiltà... i membri della famiglia Platt saranno pertanto costretti a fare fronte comune per sopravvivere a un ambiente ormai ostile e irriconoscibile. 



Vorrebbe essere tante cose insieme il nuovo film di David Robert Mitchell (di cui ricordiamo soprattutto il bellissimo It Follows): fantascienza, famiglia, racconto di formazione e una spruzzata di horror, in omaggio al cinema avventuroso degli anni '80. Ma non aspettatevi un nuovo Stand by me, per quanto il film cult di Rob Reiner sia chiaramente di ispirazione: il problema de La fine di Oak Street è che, purtroppo, invece di trovare una sintesi originale finisce per sembrare un collage di situazioni già viste, che non vanno mai oltre la malinconia...

Nemmeno l'idea di partenza è così originale, del resto: una roba un po' Ritorno al futuro e un po' Non ci resta che piangere... un tranquillo quartiere americano degli anni '80 viene catapultato in un tempo e in un luogo sconosciuto (no, non è Frittole) dove le regole della civiltà sembrano essersi spezzate. Da qui il film inizia ad accumulare elementi senza mai riuscire a trovare un vero equilibrio: ci sono le scene "de paura", ci sono i dinosauri, ci sono i viaggi nel tempo che aleggiano continuamente nel racconto e c'è, immancabilmente, quella dimensione famigliare e rassicurante che ricorda certi film natalizi, anche se siamo decisamente fuori stagione. Ma l'atmosfera quella è.

Visivamente, Mitchell conferma di avere personalità. Alcune immagini restano impresse e l'ambientazione eighties è ricostruita con grande cura, senza cadere troppo nel nostalgismo da cartolina. Anche il cast fa il possibile per dare credibilità a una storia che però sembra quasi remare contro le indubbie qualità degli attori protagonisti: Anne Hathaway e Ewan McGregor ce la mettono tutta per far sembrare credibile una sceneggiatura non proprio granitica, ma si vede lontano un chilometro che nemmeno loro sono troppo convinti di quello che stanno facendo, e non è un caso che la post produzione del film si sia protratta per quasi due anni (le riprese sono terminate nel 2024), a testimoniare i forti dubbi che anche i finanziatori nutrivano in quest'opera rabberciata e un po' bislacca...

Sorprende, tra l'altro, che tra i produttori ci sia nientemeno che J.J. Abrams: chi si aspetta quel senso di meraviglia, quel ritmo incalzante o la capacità di fondere spettacolo e coinvolgimento emotivo tipici del suo cinema resterà probabilmente spiazzato. La fine di Oak Street non ha praticamente nulla dello stile di Abrams e procede per accumulo di idee senza mai riuscire a trasformarle in un racconto avvincente. Quello che manca davvero è un'anima precisa: il film sembra voler parlare contemporaneamente agli appassionati di horror, agli amanti della fantascienza, ai nostalgici del cinema spielberghiano, senza però mai scegliere davvero a chi rivolgersi. Così, ogni intuizione interessante viene diluita da una successiva che sposta ogni volta il baricentro del racconto. 

Alla fine, rimane la sensazione di un'occasione sprecata. La fine di Oak Street non è un brutto film, tutt'altro, ma è uno di quei film che ti fanno pensare continuamente quanto avrebbe potuto essere migliore con qualche spunto in meno e una direzione più chiara. Certamente ambizioso, a tratti sicuramente affascinante, ma anche dispersivo, irrisolto e incapace di trasformare l'idea di base in un'esperienza davvero coinvolgente. E forse è proprio questo il suo limite più grande: voler essere tutto, finendo per lasciare poco.

1 commento:

  1. La cara Anne Hathaway quest' anno si è vista dappertutto (commedie ,dramma, Peplum e pure in questo minestrone di vari generi)

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