domenica 14 giugno 2026

DISCLOSURE DAY


titolo originale: DISCLOSURE DAY (USA, 2025)
regia: STEVEN SPIELBERG
sceneggiatura: DAVID KOEPP
cast: EMILY BLUNT, JOSH O' CONNOR, COLMAN DOMINGO, COLIN FIRTH, EVE HEWSON 
durata: 145 minuti
giudizio:


Daniel Keller, esperto in cybersicurezza, è in fuga da una multinazionale informatica che custodisce le prove, segretissime, di ripetuti contatti tra umani ed extraterrestri nel corso della storia. Nel frattempo, qualche centinaio di miglia più in là, la meteorologa Margaret Fairchild scopre in diretta tv di essere in grado di comprendere e parlare una misteriosa lingua aliena... 


A ottant'anni suonati, Steven Spielberg è ancora capace di girare film con l'innocenza di un bambino che guarda il cielo e si domanda cosa possa esserci oltre le nuvole... è questa la cosa più sorprendente di Disclosure Day: non gli alieni, non i complotti, non le implicazioni religiose e geopolitiche della rivelazione più sconvolgente della storia umana (almeno secondo lui). La vera notizia, magari scontata ma nemmeno troppo, è che Spielberg è rimasto Spielberg

Ma noi no, purtroppo. E con "noi" intendo io stesso, voi, gli altri, il mondo moderno. Siamo diventati più cinici, più sospettosi, più stanchi. Col tempo ci siamo induriti e imbruttiti, come direbbe Nanni Moretti. Lui invece, Spielberg, continua a osservare l'ignoto con lo stesso stupore di cinquant'anni fa, dai tempi di Incontri ravvicinati del terzo tipo. Cambiano i tempi e le paranoie, cambia il lessico della fantascienza, ma quello sguardo resta identico. Ed è probabilmente il motivo per cui Disclosure Day funziona anche quando inciampa.

Ed inciampa spesso, intendiamoci. Spielberg tenta qualcosa di relativamente insolito per lui: un film più politico che sentimentale, più interessato alle conseguenze collettive di una verità scomoda che alle sue ricadute intime. L'idea è ambiziosa, anche se non proprio originale: già nel 1997 Robert Zemeckis con il suo splendido e sempre troppo sottovalutato Contact aveva affrontato l'argomento (chi deve gestire la scoperta di vita extraterrestre?) in maniera molto più compiuta di Disclosure Day, riuscendo a tenere insieme scienza, politica, spiritualità e romanticismo con una naturalezza e una solidità che in Disclosure Day si raggiungono solo a sprazzi. Nel film di Spielberg c'è pure una citazione (forse) involontaria di Contact: quando i protagonisti si chiedono se l'universo non sia troppo grande per pensare di essere soli... omaggio mascherato o coincidenza? Poco importa: il fantasma di Contact aleggia dall'inizio alla fine.

C'è poi anche una questione che il film solleva involontariamente, e che rende le sue premesse molto meno solide di quanto vorrebbe: Spielberg immagina una società letteralmente sconvolta dalla Rivelazione, ma siamo proprio sicuri che nel mondo complottista, incarognito e malfidato in cui viviamo oggi, la gente reagirebbe davvero così? Davvero assisteremmo a un terremoto culturale globale? O vedremmo semplicemente milioni di persone accusare governi, scienziati e media di aver costruito l'ennesima messinscena e vomitare la loro rabbia sui social? E' un dubbio che accompagna gran parte della visione e che finisce per rendere alcuni passaggi quasi più ottimistici che realistici. Ancora una volta emerge la distanza tra lo sguardo di Spielberg e il nostro tempo.


Anche perchè per quasi due ore Spielberg e il suo sceneggiatore David Koepp sembrano più interessati a accumulare indizi e scene di azione piuttosto che a costruire una vera progressione drammatica. La narrazione si allunga, spesso gira a vuoto, introduce sviluppi non sempre convincenti e tante sequenze superflue. Alcune ingenuità pesano, certi dialoghi sembrano appartenere a un'epoca in cui internet non esisteva ancora e la fiducia dell'umanità non era considerata una forma di fantascienza più estrema degli UFO. E' il limite più evidente del film: l'incrollabile fede nelle persone del regista di Cincinnati appare, almeno per il sottoscritto, oggi quasi anacronistica.

Poi, però, arriva l'ultima mezz'ora. E il vecchio maestro, finalmente, ci riconcilia con il Cinema. Improvvisamente il racconto trova il proprio centro di gravità: le immagini si fanno stupefacenti, evocative, catturano senza che tu te ne accorga. La meraviglia, quella meraviglia (per me) sempre troppo dimenticata nelle ultime opere di Spielberg, prende il posto del meccanismo narrativo e il film si mette a veleggiare su livelli altissimi, soprattutto nel finale. Dove, per una volta, Spielberg compie una scelta saggia: quella di non "spiegare", di non verbalizzare tutto, di non accompagnare lo spettatore fino all'ultima conclusione possibile ma fermandosi un passo prima, facendo respirare il mistero. 

Alla fine, Disclosure Day non è il capolavoro che in molti stanno già proclamando, nè un semplice esercizio nostalgico che i detrattori vorrebbero vedere. E' un'opera irregolare, ma attraversata da una grande sincerità: Spielberg continua a credere che l'incontro con l'ignoto possa renderci migliori, continua a pensare che la curiosità sia più importante della paura. Continua a guardare il cielo con occhi innocenti e spalancati...

Forse il mondo di oggi non merita più quello sguardo. Forse lo considera ingenuo, quasi da sfigati o da illusi. Eppure, uscendo dalla sala, viene da pensare che il più giovane di tutti non sia qualcuno tra il pubblico, bensì un regista ottuagenario che ancora crede fermamente nella bontà delle persone. E che non si vergogna ad ammetterlo. Ha tutto il mio rispetto, Mr. Spielberg.
 

8 commenti:

  1. La trama ha qualcosa di Arrival, che insieme a i Dune è il film di Villeneuve che mi convince di meno,credo che anche in questo caso ci sia troppa carne al fuoco

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    1. Anche per me "Arrival" è film meno riuscito (anzi, diciamo meno bello) di Villeneuve, ma lo trovo comunque superiore a questo. Spielberg è certamente coerente con se stesso, ma "Disclosure Day" per almeno 3/4 è abbastanza banalotto, salvo poi riscattarsi nell'ultima, bellissima mezz'ora.

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  2. A me è piaciuto tantissimo, lo trovo il miglior Spielberg degli ultimi anni. Emozionante e profondo, e assolutamente coerente con la visione del regista.
    Buon weekend!
    Mauro

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    1. Coerente certamente lo è. Lo trovo però in linea con gli ultimi film di Spielberg, che come sai non mi hanno fatto spellare le mani dagli applausi (fermo restando che, mettiamolo bene in chiaro, Spielberg non fa film brutti nemmeno se lo volesse). Mi fa piacere che ti sia piaciuto, ti auguro una bella settimana.

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  3. Concordo con te su tuttooooooooo. A me è piaciuto anche se a tratti mi è parso intricato ma non molto emozionante, ma il finale e ultima mezzora rendono onore a questo anziano regista piu meravigliato di tanti piu giovani. P. S. Su you tube ho visto che Massimo Polidoro parlando degli alieni in questi giorni ha dedicato mezzora ad ESSI VIVONO uno dei film del mio amato Jhon Carpenter definendolo un film STRAORDINARIO e che scherzando, gli alieni forse sono gia fra noi... servono subito quegli occhiali! 😂😍 Decio

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    1. Ah ah! Beh, ce lo aveva già detto anche "Man in black" ;) ma certo "Essi vivono" è su ben altri livelli... io credo, come ho già scritto molte altre volte, che Spielberg abbia ormai esaurito da tempo la sua vena creativa e si arrangi con molto mestiere, ad ogni modo però i suoi film sono ancora dignitosissimi (a differenza, ad esempio, di quelli di Ridley Scott). Questo l'ho trovato gradevole e molto personale, e sicuramente dei suoi ultimi lavori lo considero il migliore. Grazie del commento, un caro saluto!
      Sauro

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  4. Mi è piaciuto, ma credo sia un film da guardare più con il cuore che con il cervello. E' innegabile che ci sono cose che non tornano ma il messaggio passa avanti a tutto: non bisogna aver paura del "diverso" e non bisogna aver paura di dire la verità. Se proprio devo trovargli un difetto oggettivo, non mi è piaciuta la CGI (strano, per essere un film a così alto budget), gli animali erano davvero terrificanti!

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    1. E' vero, mi sono stupito anch'io della bruttezza di certi effetti speciali (in particolar modo proprio gli animali), strano per una produzione a così alto budget... ma forse ormai la CGI è talmente abusata che nemmeno se ne accorgono più :) non so che dirti

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