sabato 14 marzo 2026

OSCAR 2026: QUELLI CHE VORREI E QUELLI CHE INVECE SARANNO...



Sarà una Notte degli Oscar tra le più politiche e combattute degli ultimi anni quella che si terrà domani sera nella consueta cornice del Dolby Theatre di Los Angeles (diretta su Rai Uno a partire dalle 23,30) e che vedrà perlopiù contrapposti due film concettualmente molto simili, seppure diversissimi nella realizzazione: sono Una battaglia dopo l'altra di Paul Thomas Anderson, affondo durissimo sull'America trumpiana e sulle sue contraddizioni più profonde, e I Peccatori (Sinners) di Ryan Coogler, horror spettacolare e popolare che dietro la maschera di genere va a colpire gli stessi nervi scoperti della società americana. Alle loro spalle, però, si muove una pattuglia di altri titoli quest'anno particolarmente ricca: dal raffinato film brasiliano L'agente segreto agli europei Hamnet e Sentimental Value, fino a blockbuster ambiziosi come Marty Supreme o F1 e pellicole di nicchia come l'elegiaco Train Dreams, in quota Netflix. Segno che il cinema, anche nell'era delle piattaforme e dei grandi franchise, continua a interrogarsi sul presente e sulle tensioni culturali e sociali di questo mondo difficile. Una cosa è certa: in un'annata così ricca e variegata, a vincere sarà proprio il cinema stesso, visto il livello notevole dei film in gara...


MIGLIOR FILM

L'ho scritto in tempi non sospetti e lo ribadisco ora: per me Una battaglia dopo l'altra è il film più importante di questo inizio millennio. Non il più bello, attenzione, ma il più importante: perchè è un film che, contrariamente a quanto messo in mostra prima d'ora dal suo regista Paul Thomas Anderson, colpisce duro e va dritto al cuore dell'America trumpiana, mettendo clamorosamente alla berlina tutte le sue idiosincrasie... vincerà? Difficile dirlo, perchè il suo avversario più temibile è un bellissimo film di genere che dice le stesse cose ma in maniera più divertente, godibile e giocosa. Insomma, anche se dovesse vincere I Peccatori andrebbe benissimo lo stesso, e sdoganerebbe finalmente l'horror come genere cinematografico di tutto rispetto. La lotta per la statuetta più importante sarà verosimilmente ristretta tra questi due titoli, che si giocheranno l'Oscar sul filo di lana (con leggerissimo vantaggio per I Peccatori, il cui consenso più trasversale tra i giurati, grazie al recente sistema di votazione, potrebbe rivelarsi decisivo).

Ad ogni modo, scorrendo i titoli dei dieci film candidati, si ha la certezza di aver vissuto una stagione cinematografica eccezionale, difficilmente ripetibile: in altri tempi un film come L'agente segreto avrebbe fatto incetta di premi (e la pellicola brasiliana è, a livello strettamente stilistico, probabilmente la migliore di tutte). Ma come non considerare anche la vitalità di titoli come Marty Supreme (anche questo, guardacaso, politico fino al midollo), oppure i "difficili" Hamnet, Sentimental Value e Frankenstein (che tengono alta la bandiera della vecchia Europa), oppure ancora il rigore e la genuinità di un film misconosciuto e confinato in piattaforma come Train Dreams (forse il più umano di tutti), per non parlare poi di altri due blockbuster come F1 e Bugonia, ingiustamente considerati forse troppo commerciali ma di sicuro molto più significativi di tanti altri... insomma, quest'anno dove si casca si casca bene. E comunque vada non ci saranno rimpianti.
PRONOSTICO:
I PECCATORI 51% 
UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA 49%
IL MIO PREFERITO: L'AGENTE SEGRETO



MIGLIOR REGIA

Ora o mai più. Lo dicevamo un paio d'anni fa per Christopher Nolan, un altro grande del cinema fino allora sempre "dimenticato" dall'Academy, lo diciamo quest'anno per Paul Thomas Anderson: insomma, quasi non ci si crede che il regista californiano, ormai 56enne, nella sua straordinaria carriera abbia messo in bacheca solo un paio di Golden Globe e un Orso d'oro a Berlino. Una battaglia dopo l'altra a livello di regìa è strepitoso, non c'è davvero gara... l'unica alternativa, al solito, potrebbe venire da Ryan Coogler in caso di trionfo assoluto per I Peccatori. Ma onestamente non voglio nemmeno pensarci. Dai, Paul: alza quella statuetta!
PRONOSTICO:
PAUL THOMAS ANDERSON 80%
RYAN COOGLER: 20%   
IL MIO PREFERITO: PAUL THOMAS ANDERSON



MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Fino a un paio di settimane fa questa sembrava la categoria più chiusa ai pronostici: tutto sembrava infatti già "apparecchiato" per Timothée Chalamet, che con la sua notevole performance in un notevole film (Marty Supreme) pareva non dovesse avere rivali. E invece, a sorpresa, prima è arrivata la vittoria al fotofinish ai SAG (Screen Actors Guild) per Michael B. Jordan, poi il "nostro" ci ha messo parecchio del suo con le ormai famose e incaute dichiarazioni di repulsione verso opera e balletto rilasciate in un'intervista alla CNN, che certo non lo hanno reso simpatico ai suoi colleghi... risultato: pare proprio che anche quest'anno l' enfant-prodige della nuova Hollywood dovrà saltare il turno, in favore perlappunto di Jordan che diventa così favorito numero uno. Ma attenzione anche a Ethan Hawke, che zitto zitto ha fatto incetta di premi nelle "guild" minori e gode della stima di tanti suoi colleghi. Fermo restando che, per quanto mi riguarda, Leonardo DiCaprio in Una battaglia dopo l'altra è perfino commovente nel suo ruolo, splendido, di ex rivoluzionario debosciato costretto a scendere dal divano per salvare la figlia e rimettere in piedi il mondo. Fosse per me non avrei dubbi. Ma il sottoscritto, ahimè, non può votare.
PRONOSTICO:
MICHAEL B.JORDAN 55%
TIMOTHEE CHALAMET 45%
IL MIO PREFERITO: LEONARDO DiCAPRIO 



MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Da più di due mesi, ormai, i bookmakers non accettano più scommesse su Jessie Buckley, quotata praticamente alla pari: l'attrice di Hamnet, con la sua splendida interpretazione di Agnes Shakespeare, madre disperata e sconvolta per morte del figlio piccolo nel film di Chloé Zhao, intensissima e per niente retorica, è data per sicura vincitrice, e mi pare di poter dire con pieno merito. Nessuna significativa speranza per le pur brave Renate Reinsve, Rose Byrne, Kate Hudson e la "divina" Emma Stone, in un quintetto dove fa molto rumore l'assenza della giovane Chase Infiniti, autentica rivelazione in Una battaglia dopo l'altra. Ma è pura accademia: questa è l'unica categoria dove il pronostico è sempre stato chiuso.
PRONOSTICO:
JESSIE BUCKLEY 100%
LA MIA PREFERITA: JESSIE BUCKLEY



MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Sean Penn in Una battaglia dopo l'altra interpreta il perfido capitano Steven J. Lokjaw: un militare razzista, misogino, esaltato, guerrafondaio... in pratica, l'americano medio che vota Trump. L'Academy avrà il coraggio di premiarlo? I bene informati dicono di sì, e per Penn sarebbe la terza statuetta della sua carriera. Gli avversari più pericolosi? Sicuramente Stellan Skarsgard, padre poco presente e anaffettivo in Sentimental Value, ma premiato e mai nominato prima di quest'anno, ma occhio soprattutto a Delroy Lindo, che in caso di vittoria schiacciante per Sinners potrebbe giovarsi del cosiddetto "effetto trascinamento". Poche chance invece, sulla carta, per Benicio Del Toro (serafico Sensei in Una battaglia dopo l'altra) e per Jacob Elordi, decisamente sempre troppo bello per essere credibile nel mostro di Frankenstein.
PRONOSTICO:
SEAN PENN 50%
DELROY LINDO 25%
STELLAN SKARSGARD 25%
IL MIO PREFERITO: SEAN PENN



MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

E' la categoria più incerta di tutte, con ben tre candidate date praticamente alla pari: Amy Madigan fino all'altro ieri pareva in pole position per il suo ruolo della perfida strega Gladys in Weapons, ma si dice che negli ultimi giorni di votazione la quotazioni di Teyana Taylor, statuaria e agguerrita amazzone in Una battaglia dopo l'altra, siano cresciute tantissimo. Esattamente come quelle di Wunmi Mosaku, sempre per il solito discorso: se I Peccatori dovesse ottenere un consenso plebiscitario tra i giurati dell'Academy, potrebbe davvero scapparci la sorpresa. Non vedo invece possibilità per le due "supporters" di Sentimental Value, ovvero Elle Fanning e soprattutto la bravissima Inga Ibsdotter Lilleaas, esemplari nei loro ruoli ma sacrificate in nome di un film che (per me) non riesce a scaldare i cuori...
PRONOSTICO:
AMY MADIGAN 33%
TEYANA TAYLOR 33%
WUNMI MOSAKU 33%  
LA MIA PREFERITA: TEYANA TAYLOR



MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Scelta difficile, difficilissima. A riprova di quanto bel cinema abbiamo avuto la fortuna di vedere quest'anno. In realtà qui il pronostico è quasi chiuso, perchè Ryan Coogler dovrebbe vincere senza problemi in una categoria che fin dall'inizio era apparsa blindata per I Peccatori. E va bene così, perchè come ho ripetuto fino allo sfinimento a me I Peccatori è piaciuto davvero tanto, però se proprio dovessi premiare la miglior sceneggiatura dell'anno onestamente sarei incerto tra Sentimental Value e Marty Supreme, con leggera preferenza per il primo perchè, a livello strettamente di script, lo trovo praticamente perfetto (anche se non emoziona, ma questo è un altro discorso). E comunque come si fa a non considerare altri due signori film come Un semplice incidente e Blue Moon, entrambi piccoli gioielli? Troppa, davvero troppa grazia.
PRONOSTICO:
I PECCATORI 80%
SENTIMENTAL VALUE 20%
IL MIO PREFERITO: SENTIMENTAL VALUE



MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Eh, bella lotta qui... quando c'è di mezzo il Bardo è difficile rimanere insensibili: parliamoci chiaro, la sceneggiatura di Hamnet è impeccabile, raffinata, praticamente perfetta, forse perfino troppo per un film così colto e difficile, direi poco incline ai gusti dell'Academy. Per questo ritengo che anche in questa categoria Paul Thomas Anderson sia da considerare favorito d'obbligo. Possibili outsider? La sceneggiatura, da sempre, è la categoria più "libera" e meno soggetta a pressioni: e allora vuoi vedere che un film semisconosciuto (da noi) ma in "quota Netflix" come Train Dreams potrebbe essere davvero il terzo incomodo? Non mi stupirei. Mi stupirei, invece, per un premio al prolisso Frankenstein di Del Toro o a Bugonia, certo l'opera meno graffiante di Lanthimos. Ma vedrete che non accadrà.
PRONOSTICO:
UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA 50%
HAMNET 40%
TRAIN DREAMS 10%
IL MIO PREFERITO: HAMNET


MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE

Basta guardare il livello dei film candidati per capire quanto la globalizzazione abbia radicalmente stravolto la visione americanocentrica del cinema: negli ultimi anni, infatti, spesso e volentieri la qualità delle pellicole candidate all'Oscar per il miglior film internazionale è stata di gran lunga superiore a quella dei film in lingua inglese. Va comunque riconosciuto all'Academy il merito di essersi finalmente "aperta al mondo", grazie anche all'allargamento della platea di votanti e al loro progressivo "svecchiamento". Che dire dunque della cinquina di quest'anno? Beh, che a parte The Voice of Hind Rajab (sul quale non mi esprimo, non avendolo voluto vedere per scelta) i film che si contenderanno l'Oscar sono (sarebbero) tutti meritevoli di vittoria. A cominciare dal favorito, Sentimental Value, che è anche il film che ha avuto la maggiore penetrazione sul mercato americano, per proseguire con L'agente segreto (per me, ormai lo sapete, il più bel film in assoluto di questa award season), per arrivare allo sconvolgente Siràt e al rigoroso Un semplice incidente (film iraniano battente bandiera francese). Se poi considerate che titoli come No other choice o Il suono della caduta sono rimasti fuori dalle nomination, capite bene quanto quest'anno sia stato alto il livello dei candidati. Avercene.
PRONOSTICO:
SENTIMENTAL VALUE 50%
L'AGENTE SEGRETO 30%
UN SEMPLICE INCIDENTE 20%
IL MIO PREFERITO: L'AGENTE SEGRETO



LE ALTRE CATEGORIE

Il fenomeno "K-pop" (Korean popolar music) dovrebbe garantire a Demon Hunters almeno due statuette sicure: quella per il miglior film d'animazione e quella per la miglior canzone originale (il tormentone Golden), mentre Frankenstein di Guillermo Del Toro è nettamente favorito per scenografie, costumi e trucco. Scontata anche la vittoria di Avatar: fuoco e cenere nella categoria degli effetti speciali, mentre nelle altre categorie tecniche (montaggio, sonoro, fotografia) se la vedranno verosimilmente Una battaglia dopo l'altra, I Peccatori, F1 e Siràt. Molto probabile anche il trionfo de I Peccatori nella neonata categoria del miglior casting, mentre tra i documentari ci si attende il successo di The Perfect Neighbour, film targato Netflix che batte (forte) sui temi del razzismo e dell'intolleranza, quantomai sentiti nell'America di Trump.
 

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