Anche quest'anno SOLARIS partecipa con grande entusiasmo alla Notte Horror, la storica iniziativa che vede in campo il solito manipolo di blog indipendenti e fieramente "resistenti" che, contro ogni algoritmo e ogni moda passeggera, continua a celebrare a modo suo il cinema "de paura"... La Notte Horror 2026 ha un sapore speciale: è la tredicesima consecutiva, e quale numero può essere più significativo del tredici per il cinema horror? Tredici anni di passione condivisa cui SOLARIS - lo dico con un pizzico di orgoglio - ha preso parte a tutte le edizioni senza saltarne una. Per celebrare questo traguardo non potevo che tornare su uno dei film-simbolo degli anni '90, un'opera che ha saputo mescolare ingredienti diversissimi (molto, molto prima de I Peccatori), con una sfacciataggine che trent'anni dopo continua ancora a lasciare il segno...
titolo originale: FROM DUSK TILL DAWN (USA, 1996)
regia: ROBERT RODRIGUEZ
sceneggiatura: QUENTIN TARANTINO
cast: GEORGE CLOONEY, QUENTIN TARANTINO, HARVEY KEITEL, SALMA HAYEK, JULIETTE LEWIS, BRENDA HILLHOUSE
durata: 108 minuti
Dopo una sanguinosa rapina in banca, i fratelli Seth e Richard Gecko prendono in ostaggio una famiglia che viaggia in camper per oltrepassare indisturbati il confine con il Messico, dove approdano al "Titty Twister", una specie di bordello infestato da sinistre presenze...
Ci sono film che diventano cult perchè sono impeccabili. E poi ci sono quelli che lo diventano perchè hanno il coraggio di rompere le regole. Dal tramonto all'alba, arrivato in sala nel 1996, appartiene con orgoglio alla seconda categoria. A trent'anni dalla sua uscita, il film diretto da Robert Rodriguez e scritto da Quentin Tarantino continua a rappresentare un piccolo miracolo di anarchia cinematografica: un'opera che ancora oggi vanta innumerevoli tentativi di imitazione (alcuni riusciti benissimo, vedi I Peccatori di Ryan Coogler) ma che all'epoca spiazzò pubblico e critica con un'idea tanto semplice quanto bizzarra: cambiare completamente pelle a metà racconto!
Per quasi un'ora infatti Dal tramonto all'alba è un crime-movie nervoso e sporco, figlio dell'onda lunga di Pulp Fiction. Due fratelli gangster in fuga, un ostaggio, motel polverosi, dialoghi taglienti e una tensione che cresce chilometro dopo chilometro man mano che ci si avvicina al confine con il Messico. George Clooney, che all'epoca era "solo" il dottor Ross di ER, dimostra di avere il piglio del protagonista, mentre Tarantino (che te lo dico a fare?) si ritaglia il ruolo di uno dei personaggi più disturbanti della sua carriera...
Poi arriva il Titty Twister, e da quel momento Rodriguez spalanca le porte all'horror più sfrenato, secondo un gusto per l'eccesso che sembrava uscito direttamente dai drive-in degli anni '70. E' uno stacco netto, quasi violento, che ancora oggi conserva una forza sorprendente proprio perchè non viene annunciato nè preparato. Anche per questo la critica di allora rimase divisa. Molti recensori lessero quel cambio di registro come un esercizio di stile fine a se stesso, incapace di scegliere tra gangster-movie e horror. Col passare degli anni però il giudizio si è ribaltato: le principali testate italiane lo considerano ormai un manifesto del cinema di genere anni '90, un'opera libera, cinefila e profondamente pop, che ha anticipato quella riscoperta dell' exploitation e del pulp destinata a culminare qualche anno più tardi con Grindhouse.
Anche il contesto storico giocò a favore di Rodriguez e Tarantino: il 1996 fu un anno di transizione per il cinema horror: Scream doveva ancora arrivare per rivoluzionare lo slasher, mentre il successo di Blade era ancora lontano. Dal tramonto all'alba riuscì a inserirsi proprio in quello spazio vuoto, recuperando il gusto esagerato del cinema di serie b quando Hollywood sembrava averne quasi perso la memoria.
La genesi del film racconta molto dello spirito con cui venne realizzato, L'idea originale apparteneva a Robert Kurtzman, maestro degli effetti speciali, che chiese a Tarantino di svilupparla. Tarantino trasformò quindi un semplice plot vampiresco in una lunga fuga criminale, trovando in Rodriguez il regista perfetto per non addomesticarne mai gli eccessi. Fu il primo vero incontro tra due cinefili autodidatti cresciuti divorando horror, spaghetti-western e fumetti, destinati negli anni successivi a costruire uno dei sodalizi più riconoscibili del cinema americano. Anche il casting, a suo modo, diventò leggenda: per George Clooney fu il definitivo passaporto per Hollywood, mentre Salma Hayek regalò al film (e al mondo intero) una delle sequenze più iconiche del tempo, danzando seminuda al Titty Twister avvolta da un serpente...
Rivisto oggi, Dal tramonto all'alba mostra inevitabilmente qualche ruga. Alcuni effetti speciali tradiscono la loro età, certe provocazioni tarantiniane vengono lette con occhi diversi e l'estetica ipermuscolare degli anni '90 è tutta lì, senza filtri. Ma sono proprio queste imperfezioni a renderlo vivo. Perchè Rodriguez e Tarantino non volevano realizzare un film perfetto: volevano divertirsi, sorprendere, contaminare i generi e ricordare che il cinema può ancora cambiare le regole mentre lo stai guardando. E forse è proprio questo il motivo per cui trent'anni dopo continuiamo a parlarne: non è il miglior film di Rodriguez nè il copione più raffinato di Tarantino, eppure è tra i manifesti più sinceri di un'epoca in cui il cinema di genere poteva ancora permettersi di essere imprevedibile. E quando il sole tramontava, nessuno aveva davvero idea di quello che sarebbe potuto succedere...
Nel frattempo, rileggetevi naturalmente gli altri post già pubblicati della Notte Horror 2026:







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