lunedì 30 marzo 2015

QUANDO ERAVAMO RE (BLACK POWER)


(When we were kings)
di Leon Gast (Usa, 1996)
Documentario. Con Cassius Clay/Muhammad Ali, George Foreman, Don King
durata: 84 minuti

Kinshasa, Zaire. 30 ottobre 1974.
Due uomini si affrontano su un ring, in quello che verrà ricordato come il più grande evento di sempre nella storia della boxe. Sono entrambi neri, ma uno è buono. E l'altro, per forza di cose, fa la parte del 'cattivo'.

Il cattivo risponde al nome di George Foreman, una specie di armadio semovente capace di deformare coi pugni un sacco da allenamento. E' un gigante dotato di una forza sovrumana, che qualche mese prima ha mandato al tappeto uno come Joe Frazier, tanto per mettere in chiaro le cose. E' un uomo introverso, taciturno, che vince ma non incanta, che non fa nulla per rendersi simpatico.

Il buono invece si chiama Muhammad Ali. Una volta era Cassius Clay, prima che si rifiutasse di partire per il Vietnam e gli ritirassero la licenza. Un mito a fine carriera (così si diceva), ormai più fenomeno mediatico che sportivo: sempre in tv, sui giornali, a briglia sciolta, con le sue provocazioni e le sue prese di posizione sui diritti umani ("nessun vietcong mi ha mai chiamato 'sporco negro' ", amava ripetere). Ma ormai, per tutti, quasi un ex-atleta.

L'incontro si disputa a Kinshasa, voluto fortemente (a scopo propagandistico) dal dittatore locale Mobutu Sese Seko, uno che fece costruire le prigioni nei sotterranei dello stadio per rinchiudervi gli  
oppositori al suo regime. Sono le quattro di mattina, orario scelto per permettere la diretta negli Stati Uniti: per 'ingannare' l'attesa, un mega-concerto di black-music ha allietato gli oltre centomila spettatori presenti (si sono esibiti gente come James Brown, Miriam Makeba, B.B. King...).
Ma ora tocca a loro.

Ali sa bene che Foreman è favorito: più giovane, più rabbioso, più forte fisicamente. Sa che non può permettersi di affrontarlo a viso aperto, pena la disfatta. E infatti lo lascia sfogare per otto lunghissimi round... dove incassa, incassa, e incassa ancora. Foreman picchia duro, schiuma rabbia, sferra colpi che ucciderebbero un toro in calore. Eppure Ali resiste, assorbe i pugni, sfrutta l'elasticità delle corde per attutire i tremendi jab dell'avversario. E trova anche, incredibilmente, la forza per irriderlo ("E' tutto qui ciò che sai fare, George?"). Ovviamente tutto lo stadio tifa per lui, malgrado anche dall'altra parte ci sia un pugile di colore. Ma Ali rappresenta un simbolo, la speranza di un popolo intero: in centomila ripetono ossessivamente "Ali, boma-ye!" ("Ali, uccidilo!"). Foreman in seguito dirà che gli sembrava di combattere contro centomila avversari assatanati... come in effetti avvenne.

All'ottava ripresa Foreman è stremato, incredulo nel vedere Ali ancora in piedi. E Ali sfrutta il momento, colpendolo con tremendo gancio sinistro che gli alza la testa quel tanto che basta per permettergli di sferrare un micidiale diretto a viso pieno. Foreman si accascia a terra, si sdraia di schiena, prova a rialzarsi, ma l'arbitro ha già contato fino a dieci. Ali ora danza sul ring come una libellula: sa di essere diventato immortale, in una delle serate più drammatiche e memorabili non solo nella storia del pugilato ma dello sport mondiale.

Il documentario di Leon Gast, premiato con l'oscar nel 1997, racconta la cronaca dell'incontro e, soprattutto, di come ci si arrivò: lo fa ripercorrendo brevemente la storia di Clay/Ali, inframezzandola con interviste, filmati di repertorio, conversazioni più o meno private con il più grande pugile di sempre. Ma il vero miracolo del film, se di miracolo si può parlare, sta nell'abilità del regista nell'aver saputo trasmettere a chi guarda la grandiosità dell'evento, quell'aura di leggenda che si respirava all'epoca, e che è la stessa che trasuda dalle immagini. A dimostrazione, ancora una volta, che il documentario è il mezzo migliore per raccontare lo sport... perchè lo sport è già 'cinematografico' di suo, spettacolare, e non ci sono fiction che tengano.

E quindi, a suo modo, perfetto per il "Black power-Day" cui il sottoscritto partecipa insieme agli altri blogger amici:

CANDYMAN (Il Bollalmanacco di Cinema)
EMPIRE (Non c'è paragone)
FA' LA COSA GIUSTA (Recensioni Ribelli)
GET RICH OR DIE TRYIN' (Pensieri Cannibali)
CLEOPATRA JONES (Director's Cult)
AMERICAN GANGSTER (Scrivenny 2.0)
INSIDE MAN (White Russian)
LA PRINCIPESSA E IL RANOCCHIO (Prevalentemente Anime e Manga)


19 commenti:

  1. Rifuggo per principio sia lo sport che i documentari quindi non credo lo recupererò mai ma... buon Black Power Day!

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    1. Anche a te, Erica: però rifiutare a priori i documentari non è da cinefila: lo sport posso capirlo :) ma proprio TUTTI i documentari no... ripensaci!

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  2. Film mitico, per un incontro leggendario.
    Grande Alì.
    E buon BPD!

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  3. Pure io come la Bolla, credo :/ comunque Alì era un 'personaggio' molto interessante anche fuori dall'ambito sportivo.
    Buon Black Power Day!

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    1. Grazie anche a te!
      Sì, Clay è stato un personaggio a tutto tondo,a suo modo un icona della sua epoca. Ti consiglio di vedere 'Ali' di Michael Mann, forse la sua miglior biografia

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  4. Mai visto, ma la tua recensione mi messo davvero curiosità! Spero di riuscire a trovarlo spulciando per la rete.

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    1. Ma è facilissimo trovarlo! Si trova addirittura su youtube in versione integrale, questo è il link:

      https://www.youtube.com/watch?v=fXlb3JyAj-4

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  5. Come sai il pugilato mi fa accapponare la pelle, ma questo tuo pezzo è così bello da farmi quasi ricredere!! :D

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  6. Molto bello il tuo pezzo e mi hai messo addosso non poca curiosità di vederlo.
    Buon Black Power Day ;)

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    1. Grazie anche a te. Del resto il bello di questi 'days' è proprio quello di scoprire film nuovi e accrescere la curiosità. Per questo partecipo sempre volentieri :)

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  7. Grazie mille: è un documentario bellissimo, che ha il pregio di coinvolgere anche i non appassionati. Da vedere assolutamente!

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  8. Interessante, cercherò di recuperarlo :)

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  9. Bello il film e bella la tua recensione as usual! Dovrei rivederlo! ;) Buon Black Power Day!

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    1. E tu, as usual, sei sempre gentilissima :) Buon Black Power Day anche a te!

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  10. Io dico solo (si torna a parlare di Mann...)
    https://www.youtube.com/watch?v=n7Rulsk1tWk

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    1. Beh, trattasi di due film molto diversi (genere a parte, ovviamente...). Il film di Mann è la biografia di Ali, quello di Gast si limita a raccontare il match di Kinshasa. Fermo restando che si sta parlando di due opere d'arte :)

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