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E' uno dei weekend più importanti dell'anno quello che che ci apprestiamo a vivere, cinematograficamente parlando: escono infatti in contemporanea i due film più belli dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia, ovvero Wild Horse Nine di Martin McDonagh, grandioso, irriverente, commovente film politico con uno strepitoso John Malkovich (in pole per l'Oscar), e Possible love del maestro sudcoreano Lee Chang-dong, melodramma sentimentale che si incrocia con la lotta di classe e dove lo stile vola a livelli altissimi. Il primo lo potrete vedere al cinema, il secondo purtroppo solo in piattaforma (su Netflix), ma si tratta di due visioni imperdibili. Altro titolo che farà sicuramente parlare di sè è Se domani non torno di Paola Randi, ispirato all'assurda tragedia della giovane Giulia Cecchettin, la ragazza veneta barbaramente uccisa dall' ex fidanzato geloso e assurta alle cronache anche per l'impegno del padre Gino, che con grande coraggio sta girando il Paese in lungo e in largo per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dei femminicidi. Il film verrà messo a disposizione anche delle scuole e ci si aspetta un bel riscontro di pubblico. Sarebbe importante.
WILD HORSE NINE
(di Martin McDonagh, GB/USA 2026)
Amicizia, senso di colpa, morte, assurdità della vita. Passano gli anni (e i film) ma le "ossessioni" di Martin McDonagh sono sempre le stesse: stavolta il palcoscenico è l'isola di Pasqua, con il golpe cileno del 1973 sullo sfondo e una CIA (e quindi l'America) tutt'altro che irreprensibile. John Malkovich (strepitoso) e Sam Rockwell sono due agenti segreti spediti in vacanza per non fare danni, ma naturalmente la Storia chiederà loro il conto. Si ride, parecchio, ma come sempre in McDonagh la morale è amarissima. Il miglior film dell'ultima Mostra di Venezia, e forse dell'anno.
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aspettativa: ★★★★★
POSSIBLE LOVE
(di Lee Chang-dong, Corea del Sud, 2026)
Due coppie, due classi sociali agli antipodi, destinate a sfiorarsi senza incontrarsi mai. Il nuovo film di Lee Chang-dong comincia come una storia d'amore ma finisce per raccontare molto di più: il lavoro, lo sfruttamento, la dignità e quella lotta di classe che in Corea passa anche attraverso il trauma del licenziamento, vissuto come un vero dramma sociale. Un cinema adulto, che non offre risposte facili e conferma la straordinaria lucidità di sguardo di Lee Chang-dong, tornato dietro la macchina da presa otto anni dopo lo splendido Burning.
Visibile su NETFLIX
aspettativa: ★★★★★
SE DOMANI NON TORNO
(di Paola Randi, Italia 2026)
Il racconto di uno dei casi di femminicidio più raccapriccianti degli ultimi anni, visto attraverso gli occhi del padre di Giulia Checchettin (Filippo Timi), la cui figlia è stata brutalmente uccisa a soli 22 anni dall'ex fidanzato. Una storia straziante che potrebbe (speriamo) insegnare qualcosa alle nuove generazioni (non a caso sono previste proiezioni anche per le scolaresche, proprio per sensibilizzare sull'argomento)
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aspettativa: ★★★★☆
HOPE
(di Na Hong-jin, Corea del Sud, 2026)
In un piccolo paese della Corea del Sud, vicino al confine con la Corea comunista, un funzionario di polizia è chiamato a indagare sull'aggressione di un animale selvatico. L'inchiesta prenderà però una strana piega quando si scoprirà che gli abitanti del villaggio saranno costretti ad affrontare, da soli, un'invasione aliena... folle, stralunato, dissacrante action coreano con un gran cast internazionale (Michael Fassbender, Alicia Vikander, Taylor Russell)
Visibile IN SALA
aspettativa: ★★★★★
IL GATTO COL CAPPELLO
(di Alessandro Carloni e Erica Rivinoja, USA 2026)
Un disegnatore italiano (Alessandro Carloni) co-dirige la prima avventura sul grande schermo de Il gatto col cappello, facente parte del meraviglioso universo del Dr. Seuss.
Visibile IN SALA
aspettativa: ★★★★★
FERINE
(di Andrea Corsini, Italia 2026)
Un horror "diurno", stile Midsommar, con cui il regista Andrea Corsini mette in scena una storia materna, tutta al femminile, affrontando in chiave fantastica il difficile tema della maternità surrogata. Sulla carta, interessante.
Visibile IN SALA
aspettativa: ★★☆☆☆
LE RIEDIZIONI DELLA SETTIMANA
MINNIE E MOSKOWITZ
(di John Cassavetes, USA 1971)
Minnie (Gena Rowlands), bella e single, incontra il guascone Moskowitz (Seymour Cassel), posteggiatore ciarliero e amabile. Sebbene caratterialmente agli antipodi, nascerà un grande amore. Commedia brillante con ottimi attori, nel segno di Cassavetes.
Visibile IN SALA
L'IMPERO DEI SENSI
(di Nagisa Oshima, Giappone 1976)
Compie cinquant'anni il capolavoro erotico di Nagisa Oshima, che per l'occasione torna in sala: ispirato a un vero fatto di cronaca, racconta la storia di di Sada e Kichizo, una cameriera e il proprietario della pensione in cui lavora, il cui incontro occasionale si trasforma in una relazione morbosa e totalizzante, destinata a finire in tragedia...
Visibile IN SALA
ESCONO ANCHE :
STRAY KIDS: WORLD TOUR RUN IT LIVE VIEWING
GEORGE MICHAEL: THE FAITH TOUR (di D. Austin e A. Morahan, GB 2026)
THE NAMELESS BALLAD (di Federico Zampaglione, Italia 2026)
I due "recuperi" dovrebbero programmarli tra qualche settimana nel cinema d'élite della mia zona. I tre horror (conto anche quello di Zampaglione) ovviamente non sono usciti dalle mie parti, e mi spiace non poter godere di Hope sul grande schermo. Mi darò a McDonagh, sperando mi conquisti, e alle serate casalinghe su Netflix, perché Possible Love mi ispira molto.
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