venerdì 8 maggio 2026

SAREBBE DOVUTO ESSERE, ANCHE QUEST'ANNO, UN POST DI CINEMA... (DAVID 2026)



Che pena, ancora una volta, la cerimonia dei David di Donatello, ormai ridotti a un rituale stanco da trascinare su RaiUno per contratto, con uno share ridicolo a testimoniare il fallimento di una maratona protrattasi fino alle due di notte. Conduttori spaesati, gag fuori tempo massimo, ospiti ottuagenari "sequestrati" per ore e ritmo da assemblea di condominio. Nel frattempo il cinema italiano affonda, anche se sul palco nessuno osa ammetterlo. E alla fine rimane solo il solito circo autoreferenziale: un' élite che si applaude da sola mentre fuori, del cinema, non pare interessare più a nessuno... 


Francesco Sossai, miglior regista per "Le città di pianura!
Potrei copincollare il post dell'anno scorso, ma tant'è. Quello che non mi spiego dei David di Donatello è il voler insistere in tutti i modi con questo accanimento terapeutico nel trasmettere per forza in prima serata su RaiUno, con risultati disastrosi (12% di share), una cerimonia che, ormai è conclamato, non solo non siamo capaci di metter su ma che non interessa praticamente a nessuno... 




Ma andiamo con ordine:



Matilda De Angelis e Aurora Quattrocchi
1) la serata è iniziata intorno alle 22 (orario osceno) ed è terminata, mi dicono, alle due di notte. Vale a dire un'ora in più della Notte degli Oscar per consegnare lo stesso numero di statuette. Ora, a parte il fatto che mandare in onda la cerimonia dopo i pacchi di De Martino dice già tanto della considerazione che la Rai ha del cinema in generale, quello che fa specie è l'incredibile dilettantismo con cui la cerimonia stessa è stata organizzata: un conduttore palesemente fuori contesto (Insinna), una conduttrice (Balti) a fare scena muta come le vallette di Mike Bongiorno di una volta, un comico invadente (Frassica) e svariate ugole sanremesi messe lì solo per allungare il brodo, la totale noncuranza della gestione dei tempi e del ritmo (è fuori di testa che se vengono premiati sei sceneggiatori si facciano parlare tutti e sei...)

Sergio Romano
2) mi chiedo con quale coraggio si facciano arrivar fin sul palco star decrepite come Matthew Modine e glorie ormai anziane come Gianni Amelio e Vittorio Storaro (condotto a braccio e palesemente confuso), per "sequestrarle" per quattro ore solo per cinque minuti di gloria. Il più furbo è stato Paul Thomas Anderson, che dalla California gli è andato giustamente nel deretano.



Vittorio Storaro, premio alla carriera
3) non si capisce per quale motivo, mentre tutti gli altri premi cinematografici intenazionali (Oscar, Golden Globe, Efa, Bafta, César, Goya) vengono assegnati nei primi mesi dell'anno, al massimo entro marzo, proprio per dare linfa alla stagione, i David dobbiamo farli a maggio, quando ormai la stagione è praticamente finita, la gente va al mare invece che al cinema e i film vengono ributtati in sala nell'indifferenza generale... mistero.

(mi si potrà obiettare degli incassi stratosferici de Il Diavolo veste Prada, ma quello non è certo un film che ha bisogno dei David per portare pubblico)

Flavio Insinna e Bianca Balti, conduttori della serata
4) In una cerimonia che, come ripeto, dovrebbe servire a valorizzare un cinema italiano in crisi profonda, nessuno ha il coraggio di prendere posizioni scomode dopo il tanto chiasso dei giorni che l'anno preceduta. Discorsi inutili, prolissi, banali, ma nessuno che abbia davvero il fegato di dire le cose come stanno. Al massimo un "Palestina libera", che ormai non si nega a nessuno e fa molto radical-chic. E i politici, chi li ha visti? Giuli? La Borgonzoni? Non sia mai che per sbaglio qualcuno volesse correre il rischio di presenziare e magari sentirsi chiedere come mai le promozioni estive per il cinema quest'anno non ci saranno (semplice, non ci sono soldi)

In conclusione, una proposta: perchè non tornare ai vecchi tempi e trasmettere la cerimonia (se proprio deve essere trasmessa) su Rai Movie alle cinque del pomeriggio? Così dopo tutti ad aperitivare nelle feste capitoline e amen... tanto ormai si è capito che di tutti quelli che c'erano ieri sera delle sorti del cinema non gliene frega niente a nessuno. E' il solito circoletto, la solita élite che se le canta e se le suona e premia sempre se stessa. Contenti loro..


I VINCITORI DEI 71. DAVID DI DONATELLO

miglior film: LE CITTA' DI PIANURA
miglior regista: FRANCESCO SOSSAI (Le città di pianura)
miglior regista esordiente: MARGHERITA SPAMPINATO (Gioia mia)
miglior attore protagonista: SERGIO ROMANO (Le città di pianura)
miglior attrice protagonista: AURORA QUATTROCCHI (Gioia mia)
miglior attore non protagonista: Lino Musella (Nonostante)
miglior attrice non protagonista: MATILDA DE ANGELIS (Fuori)
miglior sceneggiatura originale: FRANCESCO SOSSAI, ADRIANO CANDRIAGO (Le città di pianura)
miglior sceneggiatura adattata: DORIANA LEONDEFF, SILVIO SOLDINI, LUCIO RICCA, CRISTINA COMENCINI, GIULIA CALENDA, ILARIA MACCHIA (Le assaggiatrici)
miglior produzione: VIVO FILM (Le città di pianura)
miglior casting: ADRIANO CANDIAGO (Le città di pianura)
miglior fotografia: PAOLO CARNERA (La città proibita)
miglior colonna sonora: FABIO MASSIMO CAPOGROSSO (Primavera)
miglior canzone originale: "TI" di Krano (Le città di pianura)
miglior scenografia: ANDREA CASTORINA, MARCO MARTUCCI (La città proibita)
migliori costumi: MARIA RITA BARBERA, GAIA CALDERONE (La città proibita)
miglior trucco: ESME' SCIARONI (Le assaggiatrici)
miglior acconciatura: MARTA IACOPONI (Primavera)
miglior montaggio: PAOLO COTTIGNOLA (Le città di pianura)
miglior suono: GIANLUCA SCARLATA, DAVIDE FAVARGIOTTI, DANIELE QUADROLI, NADIA PAONE (Primavera)
miglior effetti speciali: STEFANO LEONI, ANDREA LO PRIORE (La città proibita)
miglior documentario: ROSSELLINI, PIU' DI UNA VITA
miglior film internazionale: UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA (Paul Thomas Anderson)


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