martedì 14 ottobre 2014

LA TRATTATIVA


(id.)
di Sabina Guzzanti (Italia, 2014)
con Enzo Lombardo, Antonino Bruschetta, Sabino Civilleri, Michele Franco, Sabina Guzzanti
durata: 109 min.

Cominciamo con la domanda che tutti si pongono: se ne sentiva davvero il bisogno di un film del genere? Chi risponde 'no' può fermarsi qui con la lettura, legittimamente. Chi invece, come il sottoscritto, ritiene che film come questo siano comunque importanti (senza usare l'inflazionato aggettivo 'necessari', che dice tutto e niente) può invece proseguire, chiarendo un concetto: l'ultima pellicola di Sabina Guzzanti non dice assolutamente nulla di nuovo rispetto a quello che già sappiamo, ma la mia opinione è che faccia sempre bene ripetere certe cose, specialmente in un paese dalla memoria cortissima come il nostro, dove un tempo (anni '70 e giù di lì) film d'inchiesta come questo erano all'ordine del giorno e ora invece non li fa più nessuno, a stridente dimostrazione di come la coscienza civica degli italiani sia andata persa nel corso dei decenni (o di un 'ventennio' in particolare, chi vuole capire capisca...)

domenica 12 ottobre 2014

IO STO CON LA SPOSA


(id.)
di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry (Italia, 2014)
con Tasneem Fared, Abdallah Sallam, Mc Manar, Alaa Bjermi, Ahmed Abed, Mona Al Ghabr
durata: 89 min.


Tre registi, 2.600 finanziatori (reclutati attraverso il crowdfunding), centomila euro di budget, un quarto d'ora di applausi raccolti all'ultima Mostra di Venezia. Numeri importanti per un film importante e impensabile solo fino a quattro mesi fa, voluto tenacemente da tre coraggiosi documentaristi che hanno creduto fino in fondo alla loro lucida follia, quella di realizzare un'opera difficile, rischiosa (nel senso letterale del termine: i tre rischiano tuttora il carcere per favoreggiamento all'immigrazione clandestina) e dichiaratamente schierata contro l'Europa dei burocrati, della politica e dell'indifferenza verso chi sta peggio, nella fattispecie cinque profughi palestinesi e siriani che cercano la libertà nel modo più assurdo e geniale possibile...

giovedì 9 ottobre 2014

NUOVE DISTANZE CI RIAVVICINERANNO...


L'Autostrada del Sole compie cinquant'anni. Nell'ottobre del 1964 venne inaugurato l'ultimo tratto mancante, quello tra Chiusi e Orvieto, e l'Italia diventò improvvisamente più vicina: per percorrere i 750 chilometri che separavano Milano da Napoli si impiegavano circa otto ore. Prima servivano almeno due giorni di viaggio in un dedalo di strade statali e provinciali che comprendeva anche il Passo della Futa... Per realizzarla occorsero otto anni di lavoro, a una media di cento chilometri all'anno, e il costo fu inferiore a quanto si è speso finora per ammodernare la Salerno-Reggio Calabria, opera di cui non sappiamo se riusciremo mai a vedere la fine.

lunedì 6 ottobre 2014

ANIME NERE

(id.)
di Francesco Munzi (Italia, 2014)
con Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Anna Ferruzzo, Barbora Bobulova
durata: 103 min.


Non fidatevi di chi liquida Anime Nere come 'L'ennesima storia di mafia' o 'l'equivalente di una puntata di Gomorra...' Vuol dire che non hanno visto il film, o semplicemente non l'hanno capito. Certo, è ovvio, la 'ndrangheta è presente in ogni momento del film, ed è la vera protagonista del racconto: Anime Nere è la storia di tre fratelli calabresi che non riescono a staccarsi da essa, anche andandosene lontano dalla loro terra. Perlappunto. Più che un film di mafia, il film di Munzi è un cupo ritratto di una società degenerata, che ormai nemmeno cerca più di combattere il male perchè il male è parte integrante (e consistente) di essa. I tre fratelli protagonisti vivono come in un agghiacciante reality-show dal quale è impossibile uscire, un mondo inospitale e lugubre che li avvolge e li condiziona in ogni momento della loro vita.

sabato 4 ottobre 2014

SULL' INUTILITA' DI CERTO CINEMA (ITALIANO) E LE DIFFICOLTA' DEL FILM DI GENERE - UN RAGAZZO D'ORO / PEREZ. / I NOSTRI RAGAZZI

Un ragazzo d'oro
Carlo Verdone a Venezia non ha usato giri di parole: "La vera crisi del cinema italiano è che da noi si fanno troppi film: 400 pellicole all'anno, tra sala e televisione, sono un numero spropositato allo stato attuale delle cose...". Difficile dargli torto, aldilà della propria opinione personale e soggettiva sul comico romano. E' vero: quasi mai la quantità va di pari passo con la quantità, al cinema come nelle altre opere d'ingegno... il progresso e la maggiore fruibilità della tecnologia, ormai alla portata di tutti, hanno fatto sì che oggi sia relativamente facile pubblicare un e-book, incidere canzoni, dirigere un film. Il passaggio al digitale (al posto della costosissima pellicola) consente ormai a chiunque di cimentarsi della regia, tanto è vero che basta un banalissimo smartphone per girare un film completo, e di conseguenza illudersi di essere registi a tutti gli effetti.

martedì 30 settembre 2014

PASOLINI

(id.)
di Abel Ferrara (Italia, 2014)
con Willem Dafoe, Ninetto Davoli, Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Adriana Asti, Maria de Medeiros
durata: 87 min.


Avvertenza: questo non è un film per tutti, ed è bene metterlo in chiaro fin da subito. Non lo è per chi si aspetta un film biografico puro e semplice, dal momento che è impossibile condensare in neppure un'ora e mezza di pellicola l'opera-omnia pasoliniana, ovvero l'uomo, lo scrittore, il regista, l'intellettuale, il poeta. E non lo è neppure per chi cerca un film d'inchiesta, dal momento che è evidente che ad Abel Ferrara importa molto poco di come sia morto Pasolini e di chi lo abbia ucciso: per quello guardatevi pure il bel film di Marco Tullio Giordana del 1995 (Pasolini, un delitto italiano), senz'altro molto più indicato. Se invece cercate qualcosa di coraggiosamente sperimentale, forse anche un po' incosciente, un ritratto neutrale e inaspettato (perchè girato da un americano) di uno dei personaggi ancora oggi più discussi e scomodi in assoluto a livello planetario, allora andate a vedere il film di Ferrara. Con le dovute precauzioni.

lunedì 29 settembre 2014

MENIAMO LE MANI 2 - NATI CON LA CAMICIA

Come dico spesso, non si vive di solo Truffaut... per questo accetto di buon grado di partecipare alla nuova iniziativa degli amici blogger dedicata ai film 'sganassoni', che mi consente sia di dare un po' di respiro a queste pagine con qualcosa di leggero e disimpegnato, sia perchè mi permette di parlare di personaggi spesso (ingiustamente) poco considerati ma che, magri loro malgrado, hanno comunque scritto pagine significative di cinema popolare. Proprio quello che hanno sempre fatto Bud Spencer e Terence Hill...


NATI CON LA CAMICIA
(id.)
di E.B. Clucher (Enzo Barboni) (Italia, 1983)
con Bud Spencer, Terence Hill, David Huddleston, Buffy Dee
durata: 104 min.

mercoledì 24 settembre 2014

IL FUOCO DELLA VENDETTA

(Out of the furnace)
di Scott Cooper (Usa, 2014)
con Christian Bale, Casey Affleck, Willem Dafoe, Woody Harrelson, Forest Whitaker, Sam Shepard, Zoe Saldana
durata: 116 min.


La classe operaia non va in Paradiso. Russell Baze (Christian Bale) prova a sbarcare il lunario sgobbando come un mulo in un'acciaieria. Il suo misero stipendio deve bastare anche per accudire il padre morente e per aiutare il fratello minore Rodney (Casey Affleck), ex marine traumatizzato dalla guerra in Iraq e travolto dai debiti. Russell è il classico americano onesto, idealista e integerrimo: ma quando Rodney, invischiato in un brutto giro di scommesse clandestine, viene ucciso barbaramente dai suoi spietati creditori, non ci penserà due volte a buttare a mare i suoi princìpi morali e cercare di farsi                                                                  giustizia da solo.

domenica 21 settembre 2014

FRANCES HA

(id.)
di Noah Baumbach (Usa, 2013)
con Greta Gerwig, Mickey Summer, Charlotte d'Amboise, Adam Driver, Patrick Heusinger
durata: 86 min.


Giovane, carina, disoccupata. E anche un tantino sfigatella, specialmente con l'altro sesso, tanto da meritarsi la qualifica di 'infidanzabile' (undateable, nel film). Frances Ha(lladay, ma il nome non entra sulla targhetta del citofono) è una normalissima ragazza trentenne che non sa cosa fare della sua vita: vorrebbe (forse) diventare ballerina, ma sa di non avere talento. Vorrebbe (forse) sistemarsi e trovare una casa decente, ma capisce di non essere fatta nè per la convivenza nè per il coinquilinaggio. Vorrebbe (forse) cambiare aria, ma come quasi tutti gli americani si sente un pesce fuor d'acqua non appena mette i piedi fuori dal suo paese...

martedì 16 settembre 2014

A PIGEON SAT ON A BRANCH REFLECTING ON EXISTENCE


(En duva satt pa en gren och funderade pa tillvaron)
di Roy Andersson (Svezia, 2014)
con Holger Andersson, Nils Westblom, Charlotta Larsson, Viktor Gyllenberg, Lotti Tornros
durata: 101 min.


E' di oggi la notizia che Lucky Red ha comprato i diritti per la distribuzione italiana del Leone d'oro di Venezia: un'ottima cosa, nient'affatto scontata per un film assolutamente folle, stralunato, genialmente nonsense come quest'ultima opera di Roy Andersson, destinata inevitabilmente a palati fini. Cui, lo dico a scanso di equivoci, il sottoscritto ne ha predetto il trionfo un secondo dopo l'apparizione dei titoli di coda. Lo dico non per vantarmi di chissà cosa (i pronostici in genere non li indovino mai) ma semplicemente a riprova del fatto che A pigeon sat on a branch reflecting on existence (un piccione seduto su un ramo rifletteva sull'esistenza) era davvero il film più 'alternativo' e intrigante del concorso veneziano.