venerdì 22 marzo 2024

MEMORY


titolo originale: MEMORY (USA, 2023)
regia: MICHEL FRANCO
sceneggiatura: MICHEL FRANCO
cast: JESSICA CHASTAIN, PETER SARSGAARD, ELSIE FISHER, JESSICA HARPER
durata: 100 minuti
giudizio: 



Sylvia, madre single con un passato difficile di abusi e violenze, incontra per caso Saul, un uomo affetto da demenza precoce che rievoca in lei brutti ricordi... l'incontro tra queste due solitudini porterà a una relazione complicata ma sincera, che obbligherà entrambi a guardare oltre il proprio vissuto e ricostruirsi una vita.




Per una volta, ringraziamo la distribuzione italiana che non ha storpiato il titolo originale: perchè nel caso di Memory, il nuovo film del messicano Michel Franco, il titolo dice davvero tutto. Sylvia (Jessica Chastain, intensissima) e Saul (Peter Sarsgaard, premiato a Venezia come miglior attore) sono due persone sole e dal passato oscuro. Lei è una ragazza madre quarantenne, ex alcolista, con un passato di abusi e violenze. Lui è un uomo affetto da demenza precoce ancora allo stato iniziale, ma i suoi familiari gli hanno bloccato il conto corrente e la carta di credito. Entrambi sono prigionieri dei loro ricordi: ma mentre Sylvia vorrebbe cancellare dalla mente tutto quello che ha vissuto in precedenza, Saul farebbe carte false per ricordare nomi, volti e sentimenti delle persone che gli passano davanti...

I due si incontrano per puro caso, seppur in maniera drammatica: Saul si avvicina a Sylvia durante una festa scolastica, senza sapere bene nella sua testa il perchè. Sylvia crede di riconoscere in lui il suo stupratore, ma in seguito si renderà conto di essere ossessionata dal ricordo e di non esserne più così sicura. Tra di loro inizierà così un timido rapporto, all'inizio ovviamente difficile e diffidente poi in seguito sempre più stretto, tale da rendersi conto di non poter fare a meno l'uno dell'altra per superare i rispettivi traumi.

Memory
potrebbe sembrare un'opera atipica nella filmografia del regista, che ci aveva abituato a storie di violenza cruda (come in Nuevo Orden) o dolente nichilismo (come in Sundown), mentre stavolta assistiamo invece alla nascita di un tenero, fragile legame sentimentale, che autorizza quantomeno un futuro di speranza. Il legame con i film precedenti è dato dal modo in cui la storia riesce a "scuotere" lo spettatore, ovvero con la consueta forza emotiva, con uno sviluppo doloroso, imprevedibile, inaspettato, che però trasuda passione e voglia di sacrificio, quasi come estrarre una scheggia metallica dalla carne viva: si sta male sul momento ma il dolore è necessario per sopravvivere, per rimettersi in piedi curandosi le ferite.

La sceneggiatura del film (dello stesso Franco) è abile nel mantenersi sempre in bilico tra dramma e buon gusto, senza mai scivolare nella retorica, e anche nel rendere appassionante il pudico, graduale riavvicinamento di due persone destinate a perdersi e che invece insieme riescono a sorreggersi a vicenda e non cadere nell'abisso della depressione e della malattia, senza scorciatoie e facili vie di fuga. Franco non specula (artisticamente) sulla malattia nè insiste morbosamente sui traumi fisici: il suo è un approccio quasi "scientifico" all'handicap, che utilizza per costruire un film intenso e toccante, dove l'importanza della memoria, paradossalmente, si esplicita nella possibilità di quest'ultima di essere rimossa. Per Sylvia e Saul perdere la memoria significa infatti tracciare una riga e ripartire da zero, libere da qualsiasi zavorra nelle proprie teste.

Memory
può dirsi certamente un film riuscito: merito di un regista collaudato e in costante ascesa, che non sbaglia mai un film (e che in ogni festival porta via sempre qualche premio), ma anche di una coppia di attori bravi e umanissimi nel loro approccio, che uniscono alle loro indubbie qualità professionali anche una certa predisposizione ed empatia nell'interpretare ruoli così delicati, recitando sempre in sottrazione, senza scene madri, calandosi senza imbarazzo nella parte. Un film "da festival", non facile nella fruizione, che però, se ben distribuito, potrebbe funzionare anche in sala in quanto mostrante il lato più fragile e discreto delle persone, quello che il più delle volte ci vergognamo a tirar fuori, anche verso noi stessi.
 

6 commenti:

  1. Ne aveva parlato bene anche il cannibale qualche giorno fa, e tu sei il secondo che da un giudizio lusinghiero, mi sa che lo metto in lista per guardarlo anche io, potrebbe piacermi senza alcun dubbio, amo i film di un certo impegno :)

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    1. Michel Franco finora non ha mai sbagliato un film. Memory mette a nudo le fragilità delle persone e la volontà, ancestrale, di stare insieme e aiutarsi. Per me è un film importante.

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  2. Un Michel Franco molto più "soft" rispetto ai film precedenti racconta una storia innaturale di due solitudini che faticano a trovare un'intesa. Bravi i due protagonisti ma lo trovo un gradino sotto Sundown e Nuovo Orden.

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    1. Mah, insomma... forse è più "soft" come approccio ma la tematica non mi pare per niente leggera, anzi. Comunque anche a me Sundown è piaciuto di più. Tuttavia anche Memory non è certo un titolo disprezzabile

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  3. Solito film cupo e disturbante di Franco, questa volta con un filo di speranza in più. Ma non ci vedo alcun spiraglio di grande cinema: non avrà mai sbagliato un film ma di certo non è con questo film che entrerà nella storia del cinema
    (M.P)

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