Le candidature ai 98. Premi Oscar pongono già nella storia I Peccatori di Ryan Coogler, che con 16 menzioni diventa il film più nominato di sempre dall' Academy, un record assoluto che preannuncia una Award Season dal forte segno spettacolare. Certo, Una battaglia dopo l'altra di PT Anderson rimane comunque favorito, ma adesso la "lotta" si fa dura e per niente scontata. Dietro i colossi hollywoodiani si conferma però anche l'apertura dell'Academy alle produzioni internazionali, con titoli come Sentimental Value e Un semplice incidente che sgomitano in tutte le categorie principali, a riprova di un cinema ormai globalizzato. Peccato che a restare ai margini sia proprio il cinema italiano, totalmente assente da queste candidature: un dato di fatto che riaccende il dibattito sull'appetibilità, la spendibilità e la qualità artistica dei nostri film, mentre la corsa alle statuette entra nel vivo...
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| "I Peccatori", di Ryan Coogler |
Sono già entrati nella storia i 98. Premi Oscar, la cui cerimonia si terrà il prossimo 15 marzo nella consueta cornice del Dolby Theatre di Los Angeles: anzi, ad essere precisi ad entrare nella storia è stato I Peccatori di Ryan Coogler, che con le 16 candidature ottenute diventa così il film più nominato di sempre da quando esistono gli Academy Awards. Un record inaspettato, qualcuno dice esagerato, ma certo significativo per una pellicola bella e allo stesso tempo deliziosamente "commerciale" (non è una parolaccia) che ha conquistato i cuori degli americani e quelli degli spettatori di tutto il mondo. Tutto, tranne che in Italia, dove invece è passato pressochè inosservato e senza incassare mezzo euro. Ma ora, alla luce di questo tripudio di nomination, vedrete che avrà sicuramente una seconda vita al cinema...
Accanto a questo primato emergono altri titoli ampiamente presenti in tutte le principali categorie, vedi Una battaglia dopo l'altra di Paul Thomas Anderson (che rimane comunque il grande favorito, con 13 candidature), fino a Hamnet, Sentimental Value, Marty Supreme, oltre che a Un semplice incidente e L'agente segreto, che riflettono una sempre più evidente internazionalizzazione delle scelte dell'Academy. Tra le candidature individuali, spiccano nomi noti: Timothée Chalamet e Leonardo DiCaprio si contendono l'Oscar per il miglior attore (favoritissimo il primo) mentre nella categoria femminile spicca la "divina" Emma Stone (candidata anche come produttrice di Bugonia) con un record personale di nomination (sette) che la posiziona tra le interpreti più celebrate della sua generazione.
La vigilia degli Oscar ha riservato però anche qualche delusione: l'assenza di candidature per alcuni titoli e interpreti attesi (che peccato per Chase Infiniti!), oltre che la purtroppo scontata, totale, brutale assenza da queste nomination di tutto il cinema italiano, tornato praticamente all'anno zero quando si parla di premi internazionali. Niente da fare infatti per il nostro Familia (ma lo si sapeva da tempo) nè per qualsiasi altro interprete o maestranza di casa nostra. Una volta era un'eventualità da non prendere nemmeno in considerazione, adesso è la regola. E sarebbe utile cominciare almeno a chiedersi perchè.
| "Una battaglia dopo l'altra", di P.T. Anderson |
Le 16 candidature per I Peccatori sono eccessive? Forse, chissà... una cosa è certa, anzi due: I Peccatori è un film splendido, divertentissimo, originale e strettamente politico. E' forse il miglior compromesso possibile tra qualità e mainstream, e se dovesse vincere personalmente ne sarei felice. E' altrettanto certo che Una battaglia dopo l'altra è, al momento, il film più importante del terzo millennio, "hors categorie" come dicono i francesi, e non sarà certo un Oscar in più o in meno a far vacillare la sua caratura tecnica e artistica. Per me è ancora il favorito, e credo che la rosa dei papabili alla statuetta più prestigiosa finisca qui. Non credo, infatti, a clamorosi ribaltoni in favore di titoli internazionali come Sentimental Value o L'agente segreto che, pur bellissimi, si giocheranno i premi in singole categorie. Così come non ritengo probabile la vittoria di Frankenstein o del sorprendente Train Dreams (sono le due "quote Netflix" di quest'anno), nè tantomeno di F1, che comunque ha già vinto l'Oscar del botteghino.
Un discorso a parte lo merita invece Hamnet, della quotatissima (e raccomandatissima) Chloè Zhao, che è forse l'unico vero possibile outsider di questa edizione. Lo è per svariati motivi: è un film in costume, di stampo teatrale, ben sceneggiato, ben diretto, con bravi attori, patinato e ruffiano al punto giusto. In poche parole, il classico film fatto apposta per piacere all'Academy. Oltretutto lo dirige una regista donna spesso premiata anche oltre i suoi meriti e con influenze importanti (diciamo così) e state sicuri che non tornerà a casa a mani vuote. Cosa che invece rischia di fare Bugonia di Yorgos Lanthimos, oggettivamente il più debole tra i dieci film in lizza (anche se Emma Stone ha strappato l'ennesima nomination). Di Marty Supreme invece non parlo, ma solo perchè lo devo ancora vedere (lo farò in questo weekend). Ma credo che quest'anno sarà davvero difficile togliere l'Oscar a Chalamet...
Ora o mai più. Lo dicevamo due anni fa per Christopher Nolan, lo diciamo quest'anno per Paul Thomas Anderson. E' francamente incredibile (per noi profani) pensare che uno come lui non abbia ancora vinto un Oscar, quando invece dovrebbe averne gli armadi pieni... ma a Hollywood va così. Però dopo aver visto Una battaglia dopo l'altra è davvero difficile immaginare altro possibile vincitore: almeno questa categoria dovrebbe essere blindata, con buona pace di Ryan Coogler, Chloé Zhao, Joachim Trier e Josh Safdie, il "fratello bravo" come qualcuno ha maliziosamente chiosato (ovviamente nei confronti del "povero" Benny, pressochè ignorato con il suo The Smashing Machine)
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| Timothée Chalamet in "Marty Supreme" |
Lo dicevo sopra: tutto fa pensare che quest'anno sia l'anno di Timothée Chalamet. La volta buona, insomma. A detta di tutta la critica la sua interpretazione in Marty Supreme è il classico "ruolo della vita". Aggiungete poi che il ragazzo è ormai una star planetaria che attende, da anni, la consacrazione definitiva. E dopo aver vinto il Golden Globe la strada sembra spianata... con buona pace del pur bravissimo Wagner Moura (occhio comunque a L'agente segreto, è uno dei migliori film dell'anno), di Michael B. Jordan, di Ethan Hawke e soprattutto di Leonardo DiCaprio, che è straordinario, perfino commovente in Una battaglia dopo l'altra, e se io potessi votare per gli Oscar non avrei dubbi su chi scegliere. Ma, come detto, quest'anno tocca a Chalamet. Per una di quelle regole non scritte che quando si parla di Academy diventano ferree, c'è poco da fare.
Bella cinquina anche quella dei "supporters", che presenta sia veterani di gran peso (come Stellan Skarsgård, Benicio Del Toro, Sean Penn), sia nomi emergenti (come Jacob Elordi), sia outsider molto, molto imprevisti come l'ultrasettantenne Delroy Lindo, splendido Delta Slim ne I Peccatori. Farò il tifo per lui.
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| Renate Reinsve in "Sentimental Value" |
Per una volta, eccezionalmente, parto da chi non c'è. Perchè trovo davvero ingiusto che la bella e brava Chase Infiniti, radiosa e combattiva in Una battaglia dopo l'altra, non sia stata presa in considerazione in sede di nomination, specialmente quando tutti gli altri interpreti del film di PT Anderson hanno avuto la loro candidatura. Un peccato e un'occasione persa, a mio modesto parere, soprattutto se si pensa che nella cinquina della protagoniste c'è entrata Kate Hudson, che per quanto personalmente adori non trovo che il suo ruolo in Song Sung Blue sia di quelli memorabili. Così come non lo è (perdonatemi se pecco di lesa maestà) quello di Emma Stone in Bugonia, che certo non sarà ricordata in tutta la sua scintillante carriera per la sua interpretazione nel film di Lanthimos. Ad ogni modo, credo che a giocarsi la statuetta in questa categoria saranno Jessie Buckley (in Hamnet) e Renate Reinsve (in Sentimental Value), con la prima in netto vantaggio.
Tra le non protagoniste, invece, troviamo ben due interpreti di Sentimental Value (Elle Fanning e Inga Lilleaas), le due "colored" Teyana Taylor e Wunmi Mosaku, e la battagliera Amy Madigan. Molta incertezza per una categoria che, da sempre, quella in cui più facilmente ci scappa la sorpresa...
LE ALTRE CATEGORIE
Di grande livello la cinquina per il miglior film internazionale: vedendo i nomi in gara si capisce perchè per il nostro Familia non c'erano proprio chances. Sentimental Value, Sirat, L'agente segreto, Un semplice incidente e The Voice of Hind Rajab sono titoli di assoluto rilievo (forse superiori anche alla rosa per il miglior film) e davvero per l'Italia non c'era trippa per gatti. Lo si sapeva. I Peccatori e Avatar si contenderanno poi le statuette per i premi tecnici, mentre nell'animazione Zootropolis 2 dovrebbe fare il vuoto, così come il tormentone "Golden" dei Kpop Demon Hunters tra le canzoni. Debutta anche la nuova categoria per il Miglior Casting, che premierà il complesso attoriale generale di ogni film. Ma ci sarà modo di riparlarne: l'appuntamento è comunque per il 15 marzo prossimo!
Di grande livello la cinquina per il miglior film internazionale: vedendo i nomi in gara si capisce perchè per il nostro Familia non c'erano proprio chances. Sentimental Value, Sirat, L'agente segreto, Un semplice incidente e The Voice of Hind Rajab sono titoli di assoluto rilievo (forse superiori anche alla rosa per il miglior film) e davvero per l'Italia non c'era trippa per gatti. Lo si sapeva. I Peccatori e Avatar si contenderanno poi le statuette per i premi tecnici, mentre nell'animazione Zootropolis 2 dovrebbe fare il vuoto, così come il tormentone "Golden" dei Kpop Demon Hunters tra le canzoni. Debutta anche la nuova categoria per il Miglior Casting, che premierà il complesso attoriale generale di ogni film. Ma ci sarà modo di riparlarne: l'appuntamento è comunque per il 15 marzo prossimo!
Miglior film
Bugonia
F1
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme
Una battaglia dopo l'altra
L'agente segreto
Sentimental Value
I Peccatori
Train Dreams
Miglior regia
Chloé Zhao - Hamnet
Josh Safdie - Marty Supreme
Paul Thomas Anderson - Una battaglia dopo l'altra
Joachim Trier - Sentimental Value
Ryan Coogler - I Peccatori
Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley - Hamnet
Rose Byrne - If I Had Legs I’d Kick You
Kate Hudson - Song Sung Blue
Renate Reinsve - Sentimental Value
Emma Stone - Bugonia
Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet - Marty Supreme
Leonardo DiCaprio - Una battaglia dopo l'altra
Ethan Hawke - Blue Moon
Michael B. Jordan - I Peccatori
Wagner Moura - L'agente segreto
Miglior attrice non protagonista
Elle Fanning - Sentimental Value
Inga Ibsdotter Lilleaas - Sentimental Value
Amy Madigan - Weapons
Wunmi Mosaku - I Peccatori
Teyana Taylor - Una battaglia dopo l'altra
Miglior attore non protagonista
Benicio del Toro - Una battaglia dopo l'altra
Jacob Elordi - Frankenstein
Delroy Lindo - I Peccatori
Sean Penn - Una battaglia dopo l'altra
Stellan Skarsgård - Sentimental Value
Miglior sceneggiatura originale
Robert Kaplow - Blue Moon
Jafar Panahi - Un semplice incidente
Josh Safdie, Ronald Bronstein - Marty Supreme
Joachim Trier, Eskil Vogt - Sentimental Value
Ryan Coogler - I Peccatori
Miglior sceneggiatura non originale
Will Tracy - Bugonia
Guillermo Del Toro - Frankenstein
Chloé Zhao, Maggie O'Farrell - Hamnet
Paul Thomas Anderson - Una battaglia dopo l’altra
Clint Bentley, Greg Kwedar - Train Dreams
Miglior film internazionale
L'agente segreto (Brasile)
Un semplice incidente (Francia)
Sentimental value (Norvegia)
Sirat (Spagna)
La voce di Hind Rajab (Tunisia)
Miglior film animato
Arco
Elio
KPop Demon Hunters
La piccola Amélie
Zootropolis 2
Miglior documentario
The Alabama Solution
Come See Me in the Good Light
Cutting Through Rocks
Mr. Nobody Against Putin
The Perfect Neighbor
Miglior casting
Hamnet
Marty Supreme
One Battle after Another
The Secret Agent
I Peccatori
Miglior montaggio
Stephen Mirrione - F1
Ronald Bronstein & Josh Safdie - Marty Supreme
Andy Jurgensen - Una battaglia dopo l'altra
Olivier Bugge Coutté - Sentimental Value
Michael Shawver - I Peccatori
Miglior scenografia
Tamara Deverell - Frankenstein
Fiona Crombie - Hamnet
Jack Fisk - Marty Supreme
Florencia Martin - Una battaglia dopo l'altra
Hannah Beachler, Monique Champagne - I Peccatori
Migliori costumi
Avatar: Fuoco e cenere
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme
I Peccatori
Miglior trucco
Frankenstein
Kokuho
I Peccatori
The Smashing Machine
The Ugly Stepsister
Miglior suono
F1
Frankenstein
Una battaglia dopo l'altra
I Peccatori
Sirât
Migliori effetti speciali
Avatar: Fuoco e cenere
F1
Jurassic World Rebirth
The Lost Bus
I Peccatori
Miglior colonna sonora
Jerskin Fendrix - Bugonia
Alexandre Desplat - Frankenstein
Max Richter - Hamnet
Johnny Greenwood - Una battaglia dopo l'altra
Ludwig Goransson - I Peccatori
Miglior canzone originale
“Dear Me” - Diane Warren: Relentless
“Golden” - KPop Demon Hunters
“I Lied To You” - I Peccatori
“Sweet Dreams Of Joy - Viva Verdi!
“Train Dreams" - Train Dreams



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