Tutto (o quasi) come previsto agli 83.mi Golden Globe: dopo anni di candidature andate a vuoto, Paul Thomas Anderson conquista finalmente Hollywood portandosi a casa ben quattro premi per il suo Una battaglia dopo l'altra, film importante, politicamente schieratissimo e ben piazzato anche al botteghino. Successi anche per Hamnet di Chloè Zhao e per il sorprendente film brasiliano L'agente segreto, premiato per il miglior attore (Wagner Moura) e per il miglior film internazionale, mettendosi dietro gente come Panahi, Trier e Park Chan-wook. Timothée Chalamet si consacra star di prima grandezza superando sul filo di lana Leonardo DiCaprio, mentre Teyana Taylor brilla tra le non protagoniste. Un palmarés solido che come da tradizione lancia la corsa agli Oscar, lasciando per strada qualche nome illustre ma confermando un'annata cinematografica vitale ed eterogenea.
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| Paul Thomas Anderson, trionfatore con "Una battaglia dopo l'altra" |
Paul Thomas Anderson sbanca i Golden Globe, e consentiteci di dire: era ora! Per quanto incredibile possa sembrare, infatti, il 55enne regista losangelino, per chi scrive uno dei più grandi autori americani viventi, finora nella sua straordinaria carriera non era mai riuscito a portarsi a casa uno straccio di premio, dopo infinite candidature andate a vuoto... e dunque proprio ieri sera, nella cerimonia trasmessa in diretta tv dalla CBS, per Anderson si sono finalmente spalancate le porte della gloria: quattro premi, tutti i più importanti (film, regìa, sceneggiatura, attrice non protagonista) per il suo Una battaglia dopo l'altra, appassionante e agghiacciante spaccato dell'America contemporanea, manifestatamente anti-trumpiano, che per una volta ha rispettato i pronostici che lo vedevano ampiamente favorito. Certo, fa abbastanza sorridere che Una battaglia dopo l'altra sia stato premiato come "miglior commedia", ma sui surreali criteri di classificazione dei Golden Globe abbiamo già speso fin troppe parole in passato. Ergo, passiamo oltre. Del resto che importanza ha?
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| Teyana Taylor, di monumentale bellezza... |
Quello che importa è che finalmente Hollywood (o meglio, la critica hollywoodiana) abbia finalmente riconosciuto il valore di questo cineasta, che nel corso dei decenni (il suo primo film,
Sydney, risale al 1996) ha saputo raccontare come pochi e in modo spesso originale la storia recente dell'America.
Una battaglia dopo l'altra, dal punto di vista stilistico, forse non è nemmeno il suo miglior film (personalmente continuo a preferirgli
Boogie Nights e
The Master) ma di sicuro è il film politicamente più importante e schierato di questo inizio millennio. Un pamphlet appassionato e nostalgico, maestoso e crepuscolare, che lascerà il segno a prescindere dai premi. Che comunque sono importanti: in attesa dei prossimi Oscar (e incrociamo tutti le dita) i quattro Globe conquistati ieri sera daranno una spinta ulteriore al successo di questa pellicola. Già oggi
Una battaglia dopo l'altra è il titolo di maggior incasso tra tutti quelli di Anderson, e che adesso probabilmente, anzi sicuramente, tornerà in sala per vivere la sua "seconda vita": una spinta in più per chi ancora lo deve vedere, magari al cinema (anche se è già da tempo visibile un po' su tutte le piattaforme).
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| Wagner Moura, premiato per "L'agente segreto" |
Altro vincitore della serata è stato certamente il delicato e toccante
Hamnet di
Chloè Zhao: la regista di
Nomadland si porta a casa le statuette per il miglior film drammatico e per la miglior attrice di categoria (
Jessie Buckley), più che convincente nel ruolo di Agnes Shakespeare, la moglie del celebre drammaturgo che deve affrontare la devastante perdita del figlioletto. Ma la vera sorpresa di questi Globe sono stati senza dubbio i due premi "pesanti" andati al film brasiliano
L'agente segreto di
Kleber Mendonça Filho, per molti il film più bello dell'ultimo Festival di Cannes, che oltre alla statuetta per il miglior film internazionale (dove ha battuto avversari sulla carta ben più quotati come, perlappunto, la Palma d'oro di Cannes
Un semplice incidente di
Jafar Panahi, oltre a
Sentimental Value di
Joachim Trier e
No other choice di
Park Chan-wook) si è aggiudicato anche il premio per il miglior attore drammatico grazie al suo splendido protagonista
Wagner Moura, capace di mettere in riga gente come
Michael B. Jordan, Joel Edgerton e
Oscar Isaac.
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| Timothée Chalamet, miglior attore per "Marty Supreme" |
E c'è stata gloria anche per la nuova stella di Hollywood, l'ex "ragazzino"
Timothée Chalamet, ormai "grande" a tutti gli effetti e premiato per la sua conincente intepretazione in
Marty Supreme, con è riuscito a mettersi alle spalle uno come
Leonardo DiCaprio, non proprio l'ultimo arrivato... e vedrete che questo duello all'ultimo voto al 99% si ripeterà anche agli Oscar (con
Jesse Plemons e la star coreana
Lee Byung-hun a fare da terzi incomodi). Stesso discorso tra le attrici, dove la
Rose Byrne di
If I had legs I'd kick you (ancora inedito in Italia) darà del filo da torcere alla
Buckley e ad altre stelle conclamate come
Jennifer Lawrence, Julia Roberts e
Renate Reinsve. Bella anche la coppia premiata tra i non protagonisti: tra gli uomini vince il veterano
Stellan Skarsgard per
Sentimental Value (unico premio per il film di
Trier) mentre tra le attrici la statuetta (strameritata!) se la porta a casa la statuaria
Teyana Taylor, che in
Una battaglia dopo l'altra compare solo per pochi minuti ma più che sufficienti per farcene innamorare...
Un palmarès di tutto rispetto, quindi, per questi 83. Golden Globes. Che sottoscriviamo in toto. Dispiace solo per il bellissimo I Peccatori di Ryan Coogler, uscito ridimensionato dalla serata con le uniche statuette portate a casa per la colonna sonora di Ludwig Göransson e quella per il miglior risultato commerciale, di recente istituzione, ma sono certo che Coogler potrà rifarsi ai prossimi Oscar, dove il risultato al botteghino e la giuria più eterogenea e popolare avranno senz'altro presa a livello di scelte dell'Academy.
TUTTI I VINCITORI (SEZIONE CINEMA)
Miglior film drammatico: HAMNET di Chloé Zhao
Miglior attore drammatico: WAGNER MOURA (L'agente segreto)
Miglior attrice drammatica: JESSIE BUCKLEY (Hamnet)
Miglior film commedia/musical: UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA di Paul Thomas Anderson
Miglior attore commedia/musical: TIMOTHÉE CHALAMET (Marty Supreme)
Miglior attrice commedia/musical: ROSE BYRNE (If I had legs I'd kick you)
Miglior attore non protagonista: STELLAN SKARSGARD (Sentimental Value)
Miglior attrice non protagonista: TEYANA TAYLOR (Una battaglia dopo l'altra)
Miglior regia: PAUL THOMAS ANDERSON (Una battaglia dopo l'altra)
Miglior sceneggiatura: PAUL THOMAS ANDERSON (Una battaglia dopo l'altra)
Miglior colonna sonora: LUDWIG GÖRANSSON (I Peccatori)
Miglior canzone: "GOLDEN" (Kpop Demon Hunters)
Miglior film d'animazione: KPOP DEMON HUNTERS (di Maggie Kang e Chris Appelhans)
Miglior film straniero: L'AGENTE SEGRETO di Kleber Mendonça Filho (Brasile)
Miglior incasso al botteghino: I PECCATORI di Ryan Coogler
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