martedì 28 maggio 2024

FURIOSA: A MAD MAX SAGA



titolo originale: FURIOSA: A MAD MAX SAGA (AUSTRALIA/USA, 2024)
regia: GEORGE MILLER
sceneggiatura: GEORGE MILLER, NICO LATHOURIS
cast: ANYA TAYLOR-JOY, CHRIS HEMSWORTH, ALYLA BROWNE, LACHY HULME, TOM BURKE, NATHAN JONES, JOSH HELMAN, CHARLEE FRASER
durata: 148 minuti
giudizio: 



In una Terra ormai quasi desertificata e inospitale, dove la benzina è il bene più prezioso, bande di predoni motorizzate si contendono il controllo del territorio. Una di queste, guidata dal despota Dementus, rapisce la piccola Furiosa dopo averle ucciso la madre. La ragazzina crescerà così in mezzo alla violenza e alla follia degli uomini, accecata dal desiderio di vendetta e aspettando il momento giusto per uccidere il suo carceriere... 



Forse, a questo punto, il problema sono io. Non ho difficoltà ad ammetterlo dopo aver letto decine di recensioni entusiastiche su Furiosa: a Mad Max saga, che segna il (grande?) ritorno di George Miller al suo "giocattolo" preferito, quello che lo tiene impegnato ormai da ben quarantacinque anni. Sono io, dicevo, che probabilmente non riesco più a soffrire questi prodotti innegabilmente autoriali ma anche smisurati, interminabili, che quasi devi prendere un giorno di ferie per vederli e un altro per digerirli...

Ovviamente estremizzo, ma solo per far capire ai miei venticinque lettori che ormai ho sviluppato una certa insofferenza verso i film che sforano abbondantemente (e il più delle volte ingiustificatamente) le due ore di lunghezza,  in special modo se appesantiti da un uso smodato degli effetti speciali e della CGI: tutte caratteristiche (negative) che questo
Furiosa secondo me possiede. Un film inopinatamente prolisso, ripetitivo, che gira a vuoto almeno per due terzi e che, vista la trama alquanto esile (è un eufemismo) poteva durare benissimo un'ora meno: lo dico con cognizione di causa, e credo, anzi, che risparmiando un bel po' sulle innumerevoli, eccessive, estenuanti riprese motociclistiche in mezzo al deserto (finto) e investendo qualche dollaro in più su una sceneggiatura dignitosa sarebbe potuto venir fuori un film almeno sopportabile...

Ma andiamo con ordine. Era il 1979 quando un giovane George Miller esordiva alla regìa con Mad Max (Interceptor, nella versione italiana), un film asciutto e senza fronzoli girato in presa diretta lungo le roventi outback australiane, con un budget minimo (200mila dollari) e un protagonista sconosciuto (Mel Gibson), che riscosse a sorpresa un successo tale da influenzare la cultura di massa del tempo e diede vita a una delle saghe cinematografiche più longeve di sempre. Quarantacinque anni dopo la prospettiva si è totalmente ribaltata: i 200mila dollari di budget sono diventati 200 milioni e George Miller è un ricco signore di ottant'anni che potrebbe permettersi tutto ma che, comprensibilmente dal suo punto di vista, si guarda bene dall'inventare qualcosa di nuovo per riciclare invece all'infinito il suo balocco. 

Ma se con il precedente Fury Road (2015) gli era andata di lusso, sfruttando abilmente l'effetto-nostalgia e un canovaccio tanto semplice quanto efficace (in pratica un unico, lunghissimo inseguimento mozzafiato tra la sabbia), con Furiosa il regista australiano prova a andare oltre, spinoffando il personaggio principale (e affidandolo a una quasi muta Anya Taylor-Joy, che ce la mette tutta per fare la faccia truce ma il confronto con Charlize Theron è impietoso) per costruire un'epopea lunga un ventennio tenuta insieme da un villain tanto grosso quanto bolso (Chris Hemsworth, che nel film si fa chiamare Dementus, nomen omen) finendo per imbolsire anche un film loffio e poco coinvolgente, con scene di azione sempre uguali e inutili, senza verve, senza ritmo, e soprattutto con buchi di sceneggiatura clamorosi, dei quali dobbiamo per forza parlare.

Uno script, dello stesso Miller, che assomiglia tanto a un puzzle nel quale sono andati perduti svariati pezzi... vogliamo fare degli esempi? (attenzione spoiler!) Eccoli, a caso:

a) nella prima scena la piccola Furiosa, dopo essersi allontanata dal Luogo Verde, viene rapita da due motociclisti che la consegnano a Dementus per non fare poi più ritorno. La ragazzina cerca di scappare ma viene subito riacciuffata, rifiutandosi però di rivelare a Dementus la strada di casa. Piccolo particolare: Furiosa e i suoi aguzzini percorrono appena pochi km nel deserto lasciandosi dietro le impronte delle ruote: era così complicato seguirle a ritroso? Mah.
b) di questo paradisiaco Luogo Verde (che vediamo nei primi cinque minuti) perdiamo per sempre le tracce e non ne sentiremo mai più parlare, nemmeno quando Furiosa diventerà adulta e avrebbe tutte le possibilità per tornarci. Che fine ha fatto? Non si sa.
c) Durante la trasferta alla Cittadella, uno "spiegone" ci mostra le cinque mogli del tiranno Immortan Joe prigioniere in una blindocisterna, una delle quali la vediamo partorire un figlio deforme. Per quale motivo? Non è dato saperlo... e mai più nel film si accennerà a tale fatto. 
d) la scena più importante: Furiosa da piccola si tatua sul braccio una specie di mappa per tornare al Luogo Verde... mappa che non verrà mai più usata nè citata. Logica vorrebbe che in seguito, nella battaglia più cruenta, i suoi nemici (nell'impossibilità di catturarla) le tagliassero il braccio per scoprirne la destinazione. Invece niente di tutto questo: Furiosa si amputa il braccio incastrato nei rottami solo per mettersi in salvo. Soluzione banalissima, permettetemelo.

Ma anche al netto di tutto questo, o meglio per ovviare a tutto questo, ci si aspetterebbe un'opera adrenalinica, che distogliesse lo spettatore dal concentrarsi, perlappunto, sui dettagli di cui sopra. Invece nulla: Furiosa è un brodo annacquato, un carrozzone involontariamente kitsch che gira di continuo su se stesso (sembra quasi che certe sequenze vengano appiccicate più volte durante il film, tanto sembrano uguali), un frullato indigesto di orpelli che non si amalgamano mai e vanno avanti per 148 estenuanti minuti in cui ogni volta speri di veder apparire i titoli di coda. E perfino il finale surreale e a suo modo "ecologista", forse l'unica trovata davvero originale del film, viene vanificato da un antefatto talmente assurdo e dilatato che fa (de)cadere tutto il pathos che un tale finale meriterebbe. 

Insomma, ci sono rimasto parecchio male. Il mio dilemma è quello di capire se sono io che sono diventato troppo vecchio per certe stronzate (cit.) oppure se adeguarmi (e rassegnarmi?) a certi standard cinematografici che ormai, visti gli altissimi, illogici costi di produzione, devono per forza conformarsi a precise logiche di mercato che impongono stereotipi evidenti (il film "lungo", la CGI a chili, la divisione in capitoli che richiama la famigerata "serialità"...) cui nemmeno un veterano come Miller può sfuggire. Nel dubbio, passo oltre.

14 commenti:

  1. Quanto ai pezzi del puzzle che non tornano... anche Furiosa scappa dalla prigione dorata di Immortal e... nessuno fa niente! Comunque a me è piaciuto, Dementus fa alla grande il demente e Miller non ha riproposto una copia del precedente cercando di dare più "storia". Ho trovato "debole" Ana Taylor più incisiva quando era ragazzina che da adulta ma forse sono io che l'ho adorata in Ultima notte a Soho. E forse sei tu che a furia di vedere film... sei diventato furioso con certi giocattoloni cinematografici! Comunque il film ha avuto recensioni contrastanti quindi non si è mai soli. Buona giornata, Decio

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    1. Caro Decio, l'ho scritto nella prima riga: sto invecchiando e quando si invecchia si diventa più insofferenti a tutto, specialmente a questi blockbuster ipertrofici che sono sempre più "grossi", sempre più lunghi e sempre più pompati... sicuramente è un problema mio. Però, lasciatelo dire, per me questo film ha problemi "strutturali" che Fury Road non aveva. Sulla Taylor-Joy concordo con te: c'è la mette tutta ma il carisma della Theron è semplicemente inavvicinabile per lei. Grazie mille per il tuo commento.

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  2. Nemmeno io l'ho trovato entusiasmante come Fury Road ma mi ha divertito per tutta la durata. Ci stanno tutte le tue critiche (in un paio di momenti anche io mi sono chiesta il perché di alcune scelte di sceneggiatura) però sei stato davvero impietoso con la povera Taylor -joy. A mio avviso raccoglie il testimone egregiamente!

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    1. Mah, insomma... (parlo della Taylor-Joy) se ne sta muta per tutto il film e con quella faccina imbronciata fa più tenerezza che terrore (per me). Non ci siamo nemmeno come fisico: troppo mingherlina e troppo infantile per reggere il confronto con la statuaria Theron. Per me non c'è partita

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  3. Per me sei stato troppo severo. Miller non è mai stato il dritto della sceneggiatura, ma qui pur con alcune debolezze siamo davanti a un'opera mastodontica che diverte (a me ha divertito) e pompa come poche altre.
    Io sono uscito dalla sala fomentatissimo e per tanto il film lo definisco più che riuscito. Non era facile, vista la sua natura.

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    1. Appunto: troppo pompata e troppo mastodontica per i miei gusti... "grosso" non vuol dire bello. A me questi gigantismi stancano, non posso farci nulla. Ma, come ripeto, il problema vero di questo film è la sceneggiatura: non è un vezzo, è che proprio la storia non sta in piedi. Mentre invece Fury Road funzionava benissimo

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  4. P. S. Comunque guarda che anche se siamo in 25 a seguirti... per me sei il primo sito che vado a vedere perché come recensisci tu... al mondo non c'è né! Decio

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  5. Anche secondo me Fury Road era di un altro livello, io comunque mi sono divertito. Certo, in effetti un po' lungo lo è ma ormai tutti i film sono lunghi. Dobbiamo abituarci, o rassegnarci.
    Un caro saluto.
    Mauro

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    1. Eh lo so, Mauro. È un dato di fatto. Ma io queste lunghezze e questi gigantismi (quando li ritengo ingiustificati) li soffro. Purtroppo la serialità ha portato a questo: questi film non sono fatti SOLO per la sala, e per me è un limite ma è solo la mia opinione, ovviamente
      Buonanotte.

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  6. Fury Road è un film fuori dagli schemi, pazzo se vogliamo.
    Proprio in questa natura sopra le righe sta il suo valore.
    Con Furiosa invece si è tornati a un cinema normale, che può essere pure ben confezionato (almeno a tratti) ma che l'energia del suo predecessore la vede non col binocolo ma col telescopio.
    Non capisco poi l'dea di fare un prequel su un personaggio che basava il suo grande fascino su un carisma muto e non detto.
    Indagare un personaggio come era la Furiosa di Fury Road significa depotenziarlo, renderlo banale.
    Mah, da qualche parte avevo letto che in origine questo approfondimento doveva essere uno spin off animato in seguito pompato a capitolo della serie cinematografica principale.
    Forse sta qui il prblema di fondo di questo film: essere nato "storto".

    A mio avviso si doveva puntare sul personaggio Max come silente testimone di varie avventure (e scenari) cercando sempre l'eccesso narrativo e visivo come fu per Fury Road.

    I miei migliori saluti
    T.S.

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    1. Assolutamente d'accordo su tutto. Sottoscrivo. Aggiungo che Miller è senza dubbio un grande regista di azione ma come sceneggiatore ha lacune evidenti. Un grosso errore è stato quello di non affidarsi a uno sceneggiatore "vero"

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  7. L'universo post apocalittico di Mad Max mi ha sempre divertito, compreso questo film. Capisco le tue rimostranze ma io non ci ho fatto caso, mi sono lasciato trasportare dai fatti e sono arrivato in fondo con grande godimento. Certo Fury Road era un'altra cosa ma penso sia un po' il destino di tutti i sequel

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    1. Beh, intanto diciamo che non è obbligatorio fare un sequel (anzi, un prequel nel caso specifico), ma conosco bene ovviamente i motivi commerciali che ci stanno dietro. Come detto e ridetto sopra, il mio più che godimento è stata sofferenza... ma a leggere la quasi totalità dei giudizi sembra che il problema sia il mio. Il che può essere, eh!

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